Roma - L'idea di imporre una
tassa
su SMS ed e-mail non è piaciuta
a
nessuno. Ha incontrato una tale opposizione
da costringere al dietrofront anche chi l'ha
formulata. E oggi incontra il parere negativo
anche di un personaggio autorevole, il presidente
del CNIPA,
il Centro Nazionale per Informatica nella
Pubblica Amministrazione.
"È una baggianata
- afferma Livio Zoffoli - È una iniziativa
che non vale neppure la pena di commentare.
Se passasse, significherebbe porre un freno
allo sviluppo della società dell'informazione".
La dichiarazione è stata
raccolta a margine della presentazione della
relazione
sull'attività annuale del centro nazionale
per l'informatica nella PA, a commento dell'ipotesi
lanciata dall'europarlamentare francese Alain
Lamassoure, che aveva infatti proposto di
imporre, a livello UE, un balzello di 0,015
euro per gli amatissimi messaggini inviati
con il cellulare, e di 0,00001 euro per le
comunicazioni spedite attraverso la posta
elettronica.
La proposta avrebbe avuto come
obiettivo il reperimento di introiti aggiuntivi
per le casse europee, applicando una penalizzazione
"quasi impercettibile" per gli utenti,
poiché per loro si sarebbe trattato
di spiccioli, anzi di noccioline. Bruscolini,
insomma, che dato l'elevato traffico di queste
nuove forme di corrispondenza, avrebbero raggiunto
un ammontare considerevole: milioni di euro
a disposizione della Comunità. L'onorevole
Lamassoure aveva inoltre ipotizzato una differenziazione
tra messaggi inviati all'estero, la cui tassa
sarebbe stata riscossa dal Paese di spedizione
del messaggio, e messaggi "nazionali",
per i quali l'imposta sarebbe stata di competenza
dell'Unione Europea.
Nonostante Lamassoure, su un
piano ufficiale, si sia poi chiamato fuori
da ogni gioco in merito ("non ho intenzione
di mettere sul tavolo la questione"),
le agenzia di stampa rendono noto che l'iter
della proposta non si è interrotto:
un gruppo di lavoro la starebbe infatti già
studiando. Dovrà poi passare al vaglio
della Commissione Europea ed essere sottoposta
al voto del Parlamento Europeo.
Dario Bonacina
Fonte: Punto-informatico.it
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