Non si tratta ancora di un no
ufficiale ma è l'autorevole Wall
Street Journal ad aver diffuso
la notizia secondo cui la Board di Yahoo
intende scrivere a Microsoft che la valutazione
di 44,6 miliardi di dollari è insufficiente.
Yahoo è sicura del fatto suo e ritiene,
spiega il giornale finanziario, che l'offerta
non tenga conto dei rischi che Yahoo correrebbe
accettando l'offerta e sottoponendosi poi
al giudizio dell'antitrust,
che potrebbe, a suo dire, bocciare l'unione
Microsoft-Yahoo. Una posizione, questa, che
era già stata demolita dagli analisti
nei giorni scorsi: la dominanza di Google
nei settori chiave toccati dal merger, ovvero
pubblicità online e search, è
tale che neppure la fusione tra Microsoft
e Yahoo porterebbe a scalzare quella leadership.
Ma è senz'altro un buon modo, maligna
qualcuno in queste ore, per tirare sul
prezzo.E il WSJ non a caso si spinge
a dire che se Microsoft ha valutato Yahoo
per 31 dollari ad azione, Yahoo stessa non
venderà al di sotto dei 40 dollari
ad azione, il che vorrebbe dire che senza
un'aggiunta di 12 miliardi di dollari
Microsoft almeno per il momento può
scordarsi di inglobare Yahoo.
E proprio l'azienda di Jerry Yang, secondo
il quotidiano americano, sarebbe pronta a
respingere l'offerta contando sul fatto che
Microsoft non farà ricorso ad una OPA
ostile, ossia ad un tentativo di
scalata all'azienda senza il consenso della
Board, una "guerra finanziaria" già
vista nel settore tecnologico, si pensi all'offensiva
di Oracle su Peoplesoft, ma che rischia
di lasciare sul campo troppi denari, risorse
e tensioni, al punto da rendere l'intesa stessa
meno efficiente e conveniente. Il management
di Yahoo non può che sperare che in
caso di tentativo di acquisizione ostile,
contro Microsoft si schierino i tecnici, gli
sviluppatori e gli admin che costituiscono
l'ossatura dell'azienda e il bene primario
al quale punta BigM.
Nella lettera che verrà spedita dal
CdA con ogni probabilità proprio oggi,
Yahoo sosterrà la tesi che Microsoft
abbia tentato di trarre vantaggio dalla debolezza
recente del proprio titolo in Borsa. Nel Consiglio
di Amministrazione serpeggia la voglia di
trovare nuove intese con Google,
che peraltro nei giorni scorsi ha fatto di
tutto per far capire di essere più
che disponibile di correre in soccorso della
rivale, alimentata dal desiderio di mantenere
l'indipendenza dell'azienda.
Fonte originale: Punto-informatico.it
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