Roma - Sotto l'albero di Natale
è stato posto il pacchetto preparato
dalla Difesa e dal ministero delle Comunicazioni,
ovvero la sospirata intesa sul WiMax, quel
documento che definisce finalmente la questione
frequenze e che dovrebbe portare all'effettiva
introduzione del WiMax in Italia.
Un qualche ottimismoè
giustificato? Sì, dicono in molti.
Arrivato in ritardo rispetto alle speranze
di tanti osservatori, l'accordo ha comunque
un significato fondamentale per il WiMax italiano,
ed è un frutto concreto del tavolo
di lavoro avviato dai due dicasteri: "Con
questa intesa - spiega una nota - a partire
da giugno 2007 verranno resi disponibili più
lotti di frequenze (nella banda Wi-Max 3.4÷3.6
GHz) per iniziali complessivi 35+35 MHz, ripartibili
anche su più macroaree nazionali. L'intesa
costituisce la prima fase di un progetto complessivo
concordato tra le due Amministrazioni, che
condurrà in un quinquennio a triplicare
la suddetta prima assegnazione di frequenze
per il WiMax".
Dalle istituzioni, in questo
ultimo periodo, sembrano quindi giungere segnali
positivi per il mondo delle telecomunicazioni:
la notizia dell'intesa che dovrebbe aprire
le porte italiane al WiMax arriva infatti
poco dopo l'istituzione del Comitato per la
diffusione della banda larga, quella "cabina
di regia" che ha l'obiettivo dichiarato
di garantire entro il 2011, ossia entro la
legislatura, "l'accesso a tutti e ovunque
della banda larga".
Il comunicato diffuso dai ministeri
spiega inoltre: "L'intesa raggiunta tra
i due dicasteri, prevede anche l'espletamento
dei servizi di cui è responsabile il
Ministero della Difesa con particolare riguardo
alle problematiche della sicurezza nazionale
e degli assetti di telecomunicazioni interforze
ed interpolizia. Il Ministero della Difesa
provvederà infatti contestualmente
a riallocare i propri sistemi radar fissi
e mobili e gli assetti di telecomunicazione.
Gli investimenti necessari (alla riallocazione,
ndr) deriveranno in parte da appositi capitoli
del bilancio dello Stato ed eventualmente
anche dal mercato WiMax".
La Difesa si impegna quindi
a cedere le frequenze in oggetto alle Comunicazioni,
ma tale cessione non sarà a titolo
gratuito. L'accordo contempla quindi anche
questo aspetto, di cui non sono stati forniti
i dettagli. Fino ad alcune settimane fa si
parlava però di una cifra, richiesta
dal ministero della Difesa, pari a 400 milioni
di euro.
Prossima tappa, febbraio 2007:
nel corso del prossimo mese è prevista
la stesura di un calendario operativo per
la graduale introduzione del WiMax, che potrebbe
avere inizio in estate. Entro il medesimo
periodo si sarà chiusa la consultazione
pubblica avviata dall'Agcom, finalizzata a
definire "un quadro regolamentare che
consenta l'avvio del servizio WiMax",
nonché le modalità da seguire
nei sistemi di gara da utilizzare per l'assegnazione
delle licenze.
L'annuncio delle istituzioni
non è passato inosservato da coloro
che vedono, nel WiMax, una soluzione al digital
divide (comportato dalla non capillarità
della connettività in banda larga)
e una possibilità per dare al mercato
maggiore competitività. Adiconsum osserva
che questa tecnologia "deve diventare
lo strumento iniziale per la realizzazione
dell'obiettivo della Banda larga Servizio
universale, a tutti e a costi equi".
"L'accordo interministeriale
che rende la tecnologia WiMax una realtà
anche in Italia è motivo di grande
soddisfazione per tutti i consumatori - afferma
Paolo Landi, segretario generale Adiconsum
- Però chi, per pure ragioni di business,
sottraendosi ai doveri che una situazione
di monopolio de facto comportava, si è
sino ad oggi rifiutato di portare a compimento
la copertura del territorio, non deve vedere
premiata una politica sorda alle esigenze
dei cittadini".
L'associazione si fa portavoce
di due precise richieste:
- "che la gestione dei servizi di connessione
sia affidata dagli enti locali a chi può
garantire infrastrutture e servizi che realizzino
l'obiettivo di una banda larga 'equa e solidalè
a chi sino ad oggi, è rimasto escluso
da questa rivoluzione tecnologica e culturale";
- "che la Commissione interministeriale
sulla Banda larga, appena costituita, si impegni
nei prossimi mesi, con il contributo attivo
delle associazioni dei consumatori, a controllare
puntualmente tutti i passi che portino alla
realizzazione dell'obbiettivo 'Banda larga
Servizio universalè".
Dario Bonacina
Fonte: Punto-informatico.it
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