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USA, il partito dei videogiocatori
Il Video Game Voter's Network è un'associazione creata dall'industria videoludica statunitense per difendere i diritti dei giocatori. La lobby si impegnerà per bloccare ogni censura sui contenuti dell'intrattenimento digitale

Washington (USA) - L'ESA, l'associazione statunitense dei produttori di giochi digitali, cerca il supporto dei consumatori e lancia Video Game Voters Network, un vero e proprio partito dei videogiocatori. Il gruppo di pressione, o lobby, sarà il contenitore del consenso popolare per fermare l'introduzione del Family Entertainment Protection Act, un provvedimento nazionale che prevede una dura censura sui contenuti dei videogiochi.

"Il nostro obiettivo è permettere ai videogiocatori di entrare in azione", sostengono i portavoce dell'iniziativa, "ed aiutare i cittadini americani a far sentire la propria voce sulle questioni politiche riguardo l'intrattenimento digitale".

Col motto Entra in azione, proteggi i tuoi giochi!, la lobby si schiera a favore delle "libertà artistiche, creative e d'espressione", che la "costituzione americana tutela in ogni altro medium comunicativo".
La VGVN reclama la dichiarazione dello status di mezzo di comunicazione per il video game e vuole opporsi al tentativo dello Stato di "controllare la diffusione, la vendita e la fruizione dei prodotti e dei contenuti interattivi".

Attraverso il sito, gli utenti registrati possono inviare email di protesta al parlamento federale di Washington DC e firmare una petizione per fare ulteriori pressioni sulle istituzioni.

La senatrice democratica Hillary Clinton si trova in posizione diametralmente opposta rispetto agli interessi di ESA. "Abbiamo 40 anni di ricerche che ci permettono di capire che i contenuti violenti sono dannosi per i nostri bambini", sostiene da molto tempo. La moglie dell'ex presidente Bill Clinton, ed influente membro del Congresso, ha recentemente varato uno studio di ampia portata per capire esattamente gli effetti dei videogiochi.

Clinton, insieme ad altri compagni di partito, è intenzionata a porre paletti giuridici ben precisi che limiterebbero la libertà dei produttori di games. Vorrebbe innanzitutto limitare e rimuovere tutti quei contenuti interattivi che offrono riferimenti a scene e comportamenti violenti. Alcuni studiosi sono infatti convinti che i videogiochi alterino la percezione della realtà e causino addirittura squilibri neurologici tali da condizionare il comportamento dei giocatori.

Tommaso Lombardi

Fonte: Punto-informatico.it

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