Milano - Rumors, comunicati,
presunti scoop e smentite si susseguono da
tempo attorno alle sorti di Telecom Italia.
A parte eventuali rivoluzioni dell'assetto
societario, con il coinvolgimento di Rupert
Murdoch (numero uno di SKY), gli argomenti
più ricorrenti sono le ipotesi di alienazione
di due asset importantissimi: in primis la
rete fissa, il cui scorporo è visto
da molti come un volano per il libero mercato.
Ma un'altra idea prende quota: la possibile
cessione della rete TIM.
Sull'ormai diffusamente trattata
ipotesi dello scorporo sono innumerevoli i
pronunciamenti a favore: l'ultima in ordine
di tempo, è quella di Assoprovider.
Allineata a quelle degli altri soggetti "separatisti"
(=favorevoli allo scorporo), la convinzione
dell'associazione è che una simile
operazione porti ad una maggiore concorrenzialità
del mercato e ad una conseguente riduzione
delle tariffe applicate agli utenti. La praticabilità
dell'operazione passerebbe dall'affidamento
della rete ad un ente indipendente come la
Cassa Depositi e Prestiti (CDP).
Non tutti vedono però
lo scorporo come la panacea per risolvere
i problemi del mercato. Milano Finanza osserva
che la soluzione potrebbe risiedere altrove,
e a suffragio di questa considerazione porta
l'esempio di un altro recente scorporo, quello
tra Enel e la rete Terna affidata alla CDP.
L'operazione non avrebbe portato vantaggi
significativi agli utenti, che non hanno ancora
goduto di alcuna riduzione dei costi tariffari.
Potrebbe esistere inoltre il pericolo che
una rete fissa, affidata ad un ente controllato
dallo Stato che ne condiziona gli investimenti,
possa avere un'evoluzione tecnologica più
lenta.
Anche Pietro Guindani, amministratore
delegato di Vodafone, ha espresso scetticismo
sulla questione scorporo. In occasione del
Meeting di Rimini di fine agosto, aveva infatti
affermato: "Lo scorporo della rete di
Telecom non è strettamente necessario
a creare condizioni di concorrenzialità.
Non c'è beneficio a scorporare una
rete dove essenzialmente si veicola un solo
servizio, la voce. La misura non sarebbe nemmeno
sufficiente a creare concorrenza: quello che
conta oggi è il rapporto con il cliente
che deve essere libero e concorrenziale".
L'idea resta comunque sul piatto e non perde
vigore, nonostante questi pareri contrari.
Sull'altra ipotesi, quella della
cessione della rete TIM, c'è chi si
aspetta novità ufficiali proprio oggi,
11 settembre 2006, data in cui è in
programma il Consiglio di Amministrazione:
fonti vicine all'azienda, secondo Reuters,
riferiscono che "per TIM è probabile
si vada verso la societarizzazione finalizzata
a una futura valorizzazione dell'asset".
Il gruppo sarebbe orientato "alla cessione
di TIM, non è ancora chiaro quale quota
sarà oggetto di dismissione".
Stando a queste ipotesi, prima di poter essere
ceduta, TIM dovrebbe riassumere lo status
di società. Ciò che già
era prima della fusione con Telecom Italia,
insomma.
Considerando valida questa prospettiva,
resta da capire come l'incumbent intenda muoversi
sul fronte della convergenza fisso-mobile:
Unico, con la corrispondente offerta wholesale,
si basa sulla tecnologia UMA, il cui funzionamento
poggia proprio sulla sinergia fra le due reti
gestite dall'incumbent. Un eventuale scorporo
della rete mobile potrebbe complicarne la
gestione ma potrebbe anche essere il volano
di una competitività matura per il
tanto sospirato ingresso in scena dei MVNO,
gli operatori mobili virtuali.
Sullo sfondo di tutte queste
possibilità resta sempre l'ipotesi
meno "traumatica", perché
non toccherebbe né la telefonia fissa
né quella mobile: quella dell'ingresso
di Rupert Murdoch, con la sua News Corporation
(gruppo di cui fa parte SKY) in Olimpia, holding
che controlla Telecom Italia. Giudicata probabile
da varie fonti, anche alla luce degli incontri
interlocutori fra i vertici delle due aziende,
l'incumbent potrebbe vedersi costretto dall'Antitrust
ad un altro importante "scorporo":
quello di Telecom Italia Media, che già
opera nel settore televisivo con
La7 e MTV e il cui connubio con le emittenti
che fanno capo all'editore australiano potrebbe
configurare una monopolizzazione nel settore
dell'informazione.
Un articolo pubblicato ieri
dal quotidiano il Giornale, infine, riferisce
che si avvereranno tutte le ipotesi sopra
citate. Telecom proseguirebbe quindi attraverso
la cessione di TIM, lo scorporo della rete
fissa e l'intesa con Murdoch.
L'unico comunicato ufficiale
emesso da Telecom Italia contiene un sunto
dell'ordine del giorno della riunione del
Consiglio di Amministrazione convocata per
oggi: oltre all'esame dei conti del primo
semestre 2006, ci sarà spazio per discutere
la riorganizzazione delle attività
fisse e mobili del Gruppo. "Il percorso
a tale scopo individuato - recita la nota
- sarà comunicato al mercato senza
indugio, a valle dell'assunzione delle determinazioni
di competenza da parte del Consiglio di Amministrazione".
A riprova del rilievo dei temi oggetto di
discussione, l'incumbent ha richiesto la sospensione
della negoziazione dei propri titoli in Borsa
per la giornata di oggi.
Dario Bonacina
Fonte: Punto-informatico.it
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