Roma - La notizia l'ha rilanciata
Slashdot e la fonte web da cui proviene è
TMCnet, che a sua volta l'avrebbe recepita
da un'agenzia internazionale. Una notizia
clamorosa, secondo cui il Parlamento spagnolo
ha appena approvato una nuova legge sul diritto
d'autore che sancisce di fatto l'illegalità
dell'uso del peer-to-peer.
Da quanto emerge, leggendo
ad esempio i numerosi blog che ne stanno parlando,
la nuova disposizione rende illegale anche
la sola attività di downloading di
contenuti per uso personale attraverso le
piattaforme di file sharing.
Non solo: i provider sarebbero
chiamati a nuove e pesanti responsabilità.
Qualunque ISP venisse ritenuto "facilitatore"
di uso del P2P rischierebbe un processo penale.
Questo potrebbe indurre i provider, come già
accade con taluni in Italia, a "chiudere
le porte" del P2P e, di fatto, tagliar
via dalle proprie reti il traffico di chi
usa sistemi come eMule, LimeWire e via dicendo.
Nella stessa legge, e su questo
si hanno diverse conferme, il Parlamento ha
esteso l'equo compenso a tutti i supporti
vergini dell'era digitale: come già
accade agli utenti italiani, ora anche quelli
spagnoli dovranno pagare una tassa in più
su CD, DVD, chiavette USB e persino telefonini.
Il tutto per "compensare" il diritto
d'autore non riscosso nel caso in cui quei
supporti vengano utilizzati dagli utenti per
effettuare un backup di materiali regolarmente
acquistati e protetti, appunto, dal diritto
d'autore.
Se su questa seconda parte della
normativa, nota già da diverse ore,
è difficile nutrire dubbi in quanto
è una disposizione inclusa anche nella
Direttiva europea sul Copyright, la famigerata
EUCD, sul divieto al P2P è lecito porsi
qualche domanda. Mentre scriviamo, ad esempio,
sul servizio Google News spagnolo, che come
quello italiano copre un alto numero di fonti
e giornali, non appaiono notizie sull'argomento.
Ma TMCnet è ricco di
dettagli nel suo annuncio, al punto da riportare
alcune dichiarazioni della
divisione europea della Motion Picture Association
americana, l'associazione che riunisce gli
studios di Hollywood. Duncan Hudson, direttore
dell'antipirateria dell'associazione a Bruxelles,
avrebbe dichiarato che "la nuova legge
sulla proprietà intellettuale rappresenta
un notevole passo avanti, ad esempio obbligando
i provider a fornire informazioni. Ora spero
che ci aiuteranno a inviare le nostre diffide".
Sul sito di MPAA, per ora, non ci sono note
sulla legge spagnola.
Se Slashdot ci ha preso lo sapremo
presto, e se così è allora la
Spagna si candida a diventare il paese europeo
più restrittivo nei confronti del peer-to-peer,
dove si gettano le basi per una vera e propria
rivoluzione nei rapporti tra utenti Internet
e rispettivi provider, trasformati in una
specie di "poliziotti della rete"
come da sempre auspicato, peraltro, dall'industria
dei contenuti.
Fonte: Punto-informatico.it
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