Diritti d'autore
Essendo un'opera dell'ingegno umano esso è
vincolato alle leggi sul diritto di autore (in
Italia, legge 22.04.1941 n. 633 e succ. modificaz.),
analogamente a quanto avviene per i libri, o
altro, che stabiliscono essenzialmente quali
sono i diritti dell'autore, suddividendoli in
diritti morali, inalienabili, di paternità
dell'opera e in diritti di sfruttamento economico,
cedibili a terzi.
Il software viene praticamente fornito assieme
ad una "licenza", o EULA (End User
License Agreement), che ne regola l'utilizzo
da parte dell'utente. La licenza non è
altro che una specie di contratto contenente
alcuni dettagli che praticamente nessuno legge
quando installa un software e che indica le
norme che l'utente deve rispettare nell'uso
del software stesso, norme non coperte dalla
legge sul diritto d'autore o che eventualmente
cedono all'utente parte dei diritti previsti
dalla legge per l'autore.
In sostanza dunque, un software, acquisito
gratuitamente o a pagamento, è utilizzabile
dall'utente soltanto secondo quanto riportato
dalle indicazioni contenute nella relativa
licenza, che è quindi molto importante
leggere.
Le aziende il cui scopo principale è
la produzione di software a scopo di lucro,
tendono a mantenere tutti i diritti sul proprio
software e a concedere all'utente soltanto
la possibilità di lanciare in esecuzione
il software stesso, senza neanche prendersi
alcuna responsabilità sugli effetti
che l'esecuzione del software potrebbe avere
sul sistema (perdita di dati, instabilità
del sistema operativo,...)!
Proprietari del software?
Sembrerà strano, ma contrariamente
a quanto avviene con i beni materiali, generalmente
l'utente non è il proprietario del
software anche se l'ha acquistato, ma gli
è semplicemente permesso di utilizzarlo
così com'è, senza poter né
vedere com'è fatto né apportarvi
modifiche di qualunque tipo. Incredibile ma
vero. Se in una vetrina vedo un lampadario
che mi piace, posso entrare nel negozio per
acquistarlo ed una volta effettuato l'acquisto
ne divento il legittimo proprietario, quindi
posso veramente farne quello che voglio: smontarlo
per vedere com'è fatto, modificarne
- se ne sono capace - il funzionamento in
maniera, magari, da avere una luce intermittente
o semplicemente variare la forma del portalampada
o altro. Ma se acquisto un software non ne
divento il proprietario e di conseguenza non
posso fare molto altro che utilizzarlo come
prevede il proprietario, cioè l'azienda
che ne detiene i diritti.
Licenze a confronto
Ma per toccare con mano quello di cui sto
parlando, cercherò di riassumere i
punti salienti di una licenza di uno dei software
più diffusi e prodotti a scopo di lucro,
il sistema operativo Windows di Microsoft,
in una delle sue innumerevoli più recenti
incarnazioni, Vista Home Basic, reperibile
qui.
Punto 2/a - L'utente può installare
una sola copia di Windows Vista su un unico
dispositivo e che abbia al massimo 2 CPU.
- Questo limita l'utilizzo che se ne può
fare, infatti non si può effettuare
più di un'installazione neanche sulla
stessa macchina, ad esempio su due partizioni
differenti del disco, in maniera da avere
una partizione di lavoro ed una di test sulla
quale effettuare prove di installazione di
altri software applicativi prima di installarli
nella partizione di lavoro.
Punto 2/b - Un solo utente per volta può
utilizzarlo.
- Ma con entrambe le mani?;-) Windows è
stato espressamente realizzato per essere
un sistema multiutente (come molti altri sistemi
operativi utilizzati ad oggi) e questa clausola
praticamente vanifica anni di studio e sviluppo
di tale sistema. Ma se così vuole Microsoft...
Punto 5/ab - Di tanto in tanto Windows Vista
richiederà una convalida di se stesso
che necessita di allacciamento ad Internet
e durante tale fase invierà a Microsoft
informazioni relative al sistema.
- Chissà che fine fanno i miei file...
Punto 6 - Windows Defender, se attivato,
ricercherà sul sistema "software
potenzialmente indesiderato" e quindi
richiederà all'utente istruzioni sul
da farsi a meno che il software trovato non
sia "classificato a pericolosità
elevata o grave", poiché in tal
caso il software verrà automaticamente
rimosso dal sistema (a meno che l'utente non
modifichi il comportamento predefinito). È
anche espressamente indicato che l'utilizzo
di Windows Defender potrebbe disattivare o
rimuovere dal sistema software diverso da
quello potenzialmente indesiderato.
- "Software indesiderato" secondo
quali canoni? "Software a pericolosità
elevata o grave". E che significa? "Modificare
il comportamento predefinito". Ma come?
Se potrebbe disattivare o rimuovere altro
rispetto al software pericoloso a cosa serve
Windows Defender?
Punto 8 - Windows Vista è concesso
in licenza e l'utente può soltanto
utilizzarlo in determinati modi e attenendosi
alle limitazioni tecniche presenti, mentre
Microsoft si riserva tutti gli altri diritti.
- Ma il giovedì dalle 14:00 alle 15:30
lo potrò utilizzare impugnando il mouse
al contrario?;-)
Punto 10 - Windows Vista non può essere
copiato a terzi, ma ne è consentita
una sola copia di backup per una sua eventuale
reinstallazione.
- Speriamo che il DVD di backup non si rovini...
Punto 13 - Nel caso di aggiornamento, la
licenza sarà sostituita da quella dell'aggiornamento
stesso e l'utente non potrà più
utilizzare la versione precedente Windows
Vista
- E a me che piaceva tanto la versione precedente...
Le condizioni aggiuntive, nel caso specifico
di Windows Vista Home Basic, indicano inoltre
che
Punto 1 - Si possono collegare fino ad un
massimo di 5 dispositivi per l'accesso a Windows
Vista e la condivisione dei servizi
- Altrimenti salta il contatore?;-)
Punto 2 - È permessa la condivisione
di una sessione da remoto
- Forse perché due sessioni contemporanee
saranno troppe?:-)
Punto 4 - Windows Vista non può essere
installato su un sistema hardware virtuale
o emulato (punto 4)
- Addio test con VMware!:-(
Quella riportata è solo un esempio
di licenza con la quale viene rilasciata la
maggior parte del software commerciale.
Fortunatamente esistono anche altre licenze
con le quali rilasciare un software, che vanno
sicuramente più incontro all'utente.
In particolare una tra le meno restrittive
è la GNU GPL (General Public License),
creata da R. Stallman, l'ideatore del software
libero. Secondo tale licenza l'utente ha la
possibilità di modificare il software,
di copiarlo e ridistribuirlo con o senza modifiche
(sia gratuitamente che a pagamento). L'unico
vincolo è essenzialmente quello di
rendere disponibile anche il relativo codice
sorgente, ovvero di far vedere, a chi lo desidera,
quali sono le istruzioni contenute all'interno
del software (che oltre ad essere eticamente
più corretto, porta ad avere un sistema
tendenzialmente più stabile e sicuro).
Tutti gli altri diritti sono lasciati all'utente,
che può installare il software su quanti
computer vuole, collegandoli tra loro come
meglio crede.
In particolare, la versione più recente
di questa licenza, la GNU GPLv3, prevede delle
apposite clausole che servono ad impedire
che il software libero, rilasciato con questa
licenza, venga usato per realizzare sistemi
che possano limitare la libertà dell'utente.
Inoltre, tanto per citarne un'altra, esiste
anche la licenza GNU Affero GPL (GNU AGPL),
una versione derivata dalla GNU GPL che contiene
una sezione aggiuntiva che si riferisce all'utilizzo
del software su una rete di calcolatori, per
garantire i diritti degli utenti di servizi
Internet, come i servizi di webmail e cose
simili.
Forse non tuti sanno che ci sono sistemi operativi
multithread e multiutente (come ad esempio
GNU/Linux e FreeBSD) e migliaia di altri software
(come Firefox, OpenOffice, Gimp,...), realizzati
per vari sistemi operativi, rilasciati con
licenza GNU GPL o analoga. Insomma di software
libero ce n'è veramente tanto.
Soldi per niente?
A meno di non utilizzare software libero,
che molto spesso è anche gratuito (sebbene
una cosa non implichi necessariamente l'altra),
quando si acquista un software si danno soldi
ad un'azienda, nella stragrande maggioranza
dei casi americana, che in realtà non
ci dà niente di materiale in cambio,
eccetto la scatola di imballaggio e il supporto
(DVD) sul quale è memorizzato il software,
ma ci consente di utilizzare un suo prodotto
che possiamo solo vedere in esecuzione sullo
schermo del nostro PC. Ed i soldi così
spesi vanno ad arricchire altri Paesi impoverendo
il nostro.
Inoltre, utilizzando software closed source,
quello cioè di cui non si possono vedere
le istruzioni, ci portiamo in casa un software
che non possiamo verificare e che fa lavorare
la nostra macchina in maniera tale che noi
non possiamo controllare, esponendoci quindi
a possibili backdoor o exploit (meccanismi
di infiltrazione sul sistema dall'esterno)
o bug o, peggio ancora, virus, in grado di
compromettere il funzionamento del nostro
PC.
Quindi, prima di acquistare un software è
opportuno informarsi sull'esistenza di un'eventuale
alternativa gratuita, che spesso esiste e
si tratta anche di ottimo software, sfatando
il luogo comune che collega il termine "gratuito"
ad un prodotto scadente.
Daniele Masini
http://vandali.org/DanieleMasini
Il presente articolo sarà pubblicato
anche su carta da PiratPartiet - Diritti digitali,
n. 11 Ott. 2008