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Una scimmia nel search di Yahoo
Roma - Open Search Platform, nome in codice "SearchMonkey", è l'ultima trovata tecnologica di Yahoo! spesa nel tentativo di rendere più attraenti per utenti e gestori di siti web le funzionalità di ricerca del portale. Gli algoritmi rimangono gli stessi - così come le perplessità degli ultimi tempi a riguardo - ma a cambiare dovrebbe essere la modalità di visualizzazione dei risultati, da semplici elenchi di link a mini-dispense contenenti anche strumenti per sfruttare servizi aggiuntivi.
Immagini, dati, collegamenti ad approfondimenti dovrebbero comparire tutti intorno all'URL scovato con la ricerca: TechCrunch riporta l'esempio di Yelp, un sito di recensioni user-generated su servizi di ristorazione che partecipa al lancio della nuova piattaforma. I link diretti al ristorante cercato con Yahoo! conterranno una foto, dati estrapolati dalle recensioni di Yelp con relativo giudizio complessivo e un numero di telefono con cui contattare i gestori dell'esercizio.

Open Search Platform mima il comportamento di tool come Greasemonkey, popolare estensione per Mozilla Firefox grazie alla quale gli utenti possono impostare una visualizzazione personalizzata delle pagine web preferite con "piccoli bit di codice Javascript". Da qui, dice il capo progetto di OSP Amit Kumar, il nome in codice SearchMonkey.

Al contrario di Greasemonkey, però, le API che implementeranno la nuova "scimmia" di Yahoo! saranno attivabili esclusivamente entro le mura degli account di ricerca personalizzati del portale. Lo sforzo è tutto teso nell'incentivare i web master a implementare plugin che supportino queste funzionalità. Quello che dovrebbe rimanere invariato, come già detto, è la posizione degli indirizzi web nelle ricerche.

Obbligata dalla stringente concorrenza del leader di mercato Google, Yahoo! contribuisce dunque all'esplorazione di nuove strade per arricchire le basilari operazioni di ricerca sul web, propedeutiche all'esperienza di rete della maggioranza dei netizen. Sarà ora interessante valutare come Google intenderà rispondere, e se la sua ricerca sperimentale risulterà pronta per rispondere al colpo del competitor.

Alfonso Maruccia

Fonte originale: Punto-informatico.it

Questo articolo, come tutti i contenuti di Punto Informatico (salvo diverse indicazioni) sono pubblicati secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons

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