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Fanno parte di PReVENT una dozzina
circa di sottoprogetti, ognuno focalizzato su
uno specifico ambito della sicurezza ma tutti
complementari per il raggiungimento dell'obiettivo
finale, vale a dire la realizzazione di mezzi
di trasporto per cui gli incidenti siano solo
un'eventualità remota e dalle conseguenze
non disastrose come quelle di oggi.
Secondo quanto riportato da ScienceDaily, PReVENT
guarda all'innovazione da qui a 5-10 anni e
prevede la teorizzazione di un'auto totalmente
sicura, al riparo da qualsiasi incidente. Un
veicolo che viaggi ovattato in un network di
sensori e sistemi esperti, algoritmi intelligenti
e meccanismi auto-frenanti in grado di prendere
il sopravvento laddove il controllo umano difetti
o gli imprevisti taglino pericolosamente la
strada.
Tra i sottoprogetti previsti da PReVENT c'è
ad esempio WILLWARN, che mira a realizzare una
tecnologia in grado di far comunicare tra loro
i veicoli attraverso segnali wireless, in modo
da avvertire i guidatori di un possibile pericolo
su strada, un incidente o quant'altro. MAPS&ADAS
sfrutta invece il tracciamento satellitare per
avere sotto controllo potenziali situazioni
di rischio come incroci, curve a gomito o strade
allagate.
E ancora SASPENCE mira a controllare la distanza
e la velocità per una guida sicura, LATERALSAFE
a installare sensori in ogni possibile punto
cieco del mezzo. Due progetti in particolare,
APALACI e COMPOSE, sembrano poi andare ancora
oltre. Entrambi prevedono la radicale trasformazione
del modo con cui le auto oggi reagiscono agli
imprevisti, infondendovi una sorta di sesto
senso indipendente dal guidatore ma potenzialmente
in grado di concretizzare il sogno di automobili
"non-incidentabili".
L'ambizione di APALACI è quella di funzionare
da sistema proattivo di mitigazione dei crash:
sfruttando un numero non precisato di sensori,
la tecnologia raccoglie e analizza le informazioni
sui veicoli e l'ambiente che circonda il mezzo,
la strada, chi segue e precede e via di questo
passo. Attraverso l'incrocio di tali informazioni
APALACI dovrebbe accorgersi di un incidente
prima ancora che questo abbia luogo, scegliendo
di propria autonoma iniziativa le contromisure
più adeguate alla situazione.
Il sistema potrebbe, ad esempio, decidere per
una veloce successione di frenate controllate,
la preparazione degli airbag installati in automobile
o degli altri meccanismi per la sicurezza delle
persone presenti sul mezzo. Il principio della
tecnologia è che l'auto è in grado
di reagire più velocemente del guidatore,
arrivando nella peggiore delle ipotesi a ridurre
i danni derivanti da un incidente fin dove è
possibile. Per quanto si parli di ambiti ancora
sperimentali, APALACI è già stato
testato su mezzi come Fiat Stilo, Volvo FH12,
Alfa Romeo 156 e Mercedes E350.
COMPOSE dovrebbe lavorare in maniera complementare
ad APALACI, occupandosi soprattutto della salvaguardia
del guidatore, dei passeggeri e degli eventuali
passanti. Testato su BMW 545i e Volvo FH12,
COMPOSE frenerebbe nel caso in cui un pedone
attraversasse d'improvviso la strada, o modificherebbe
la stessa struttura dell'auto nei punti interessati
(paraurti, capotta) estendendoli per attutire
meglio l'eventuale impatto.
I mezzi automobilistici del futuro saranno
di certo più sicuri di quelli attuali,
ma per ora PReVENT rimane soprattutto un grande
sforzo di sperimentazione, per certi aspetti
visionario. "I team hanno sviluppato sofisticati
algoritmi per tracciare tutti questi elementi"
dice il coordinatore del progetto Matthias Schulze,
avvertendo poi che tecnologie come COMPOSE e
APALACI richiedono una potenza di calcolo molto
superiore a quella attualmente presente sui
sistemi installati a bordo di auto e veicoli.
"Questo lavoro è diretto alla ricerca
di base - continua Schulze - stabilendo come
il tutto potrebbe essere fatto. Ci vorrà
del tempo prima che i computer installati sulle
auto siano abbastanza sofisticati da usare questi
sistemi".
Alfonso Maruccia
Fonte originale: Punto-informatico.it
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