Roma - La Riforma Moratti prevede
l'utilizzo di strumenti informatici fin dalla
scuola dell'infanzia, che vengono effettivamente
impiegati almeno a partire dalla scuola primaria.
A causa degli alti interessi
in gioco da parte dei venditori di computer
e software applicativo, vengono spesso utilizzati
programmi commerciali che determinano un alto
costo di acquisto del software, necessità
di istruire pratiche burocratiche per accedere
a finanziamenti, periodica necessità
di controllo della validità delle licenze
e spesso impossibilità nel fruire delle
ultime versioni del software stesso per mancanza
di fondi.
L'utilizzo del software commerciale
determina inoltre un aspetto sociale molto
negativo, inducendo lo studente alla pirateria
informatica qualora voglia, giustamente, utilizzare
a casa gli stessi strumenti software appresi
a scuola.
Software liberi come TuxPaint
e OpenOffice.org, uniti ad altri giochi didattici
disponibili sia per piattaforma Linux sia
per Windows, consentono di coprire tutte le
esigenze della Scuola senza richiedere il
pagamento di licenze e garantendo elevati
standard qualitativi.
Per tali motivi ritengo che
la Scuola debba liberarsi dalle pressioni
dei venditori per focalizzare l'attenzione
solo ai fini didattici, iniziando effettivamente
ad impiegare il Software Libero il quale consente
ai docenti di non preoccuparsi del problema
delle licenze, degli aggiornamenti a pagamento,
della necessità di istruire pratiche
burocratiche per l'acquisto, della legittimità
delle copie dei lavori da distribuire a famiglie
e studenti, ma di concentrarsi sulla didattica
e sui traguardi cognitivi degli alunni.
Un docente che utilizza il Software
Libero è un docente libero!
Paolo Subiaco
Fonte: Punto-informatico.it
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