Roma - Spamhaus, la celeberrima
organizzazione anti-spam, ha appena pubblicato
la lista aggiornata dei 10 peggiori spammer
della rete. Secondo Spamhaus, l'80% dell'intero
volume di spam fatto circolare in rete ogni
giorno è da ascriversi a 200 bande
criminali altamente specializzate
Il peggiore dei peggiori, secondo
la lista, è l'ucraino conosciuto come
Alex o Alexey, che basa le proprie attività
sull'utilizzo di botnet di pc zombie e lavora
in cooperazione con l'organizzazione chiamata
Pavka/Artofit. Alexey, tra le altre degne
attività, è conosciuto per essere
coinvolto nella distribuzione di e-mail indesiderate
contenenti materiale pedopornografico.
Il secondo peggior spammer del
mondo, secondo la "colonna infame"
di Spamhaus, è Leo Kuvayev: condannato
a pagare una multa di 37 milioni di dollari
da una corte del Massachusetts nell'ottobre
del 2005, come Alexy ha collaborato con Pavka/Artofit.
È attualmente uccel di bosco.
Il podio più basso del
"magnifico trio" è occupato
da Michael Lindsay che, con la sua iMedia
Networks, è accusato di gestire una
rete specializzata in attività di posta
pattume utilizzata da altre società
del campo. Più in basso, all'ottavo
posto si classifica Alexey Panov, autore di
un software utilizzato per controllare le
botnet da cui inviare lo spam in rete.
Per quanto riguarda i paesi
che si sono distinti in attività di
spam, i peggiori soggetti operano in Russia
e negli Stati Uniti. Senza poi dimenticare
il contributo di Canada, Hong Kong, Israele
e Ucraina.
Secondo quanto riportato da
The Register, molti dei problemi derivanti
dallo spam sono causati dalle azioni di prevenzione
e di lotta dei provider, inefficienti o addirittura
nulle o, nei casi peggiori, denotanti una
vera e propria alleanza con queste organizzazioni
criminali con cui si dividono i guadagni.
La lista dei peggiori internet service provider
è guidata, secondo Spamhaus, dal trittico
verizonbusiness, serverflo.com e sbc.com.
Spamhaus utilizza poi il suo
database per individuare quei paesi che sono
diventati dei veri e propri "paradisi
sicuri" per le attività pro-spam,
e identifica, al pari di una lista simile
compilata dalla società di sicurezza
Sophos, in Stati Uniti e Cina i luoghi preferiti
da spammer e organizzazioni correlate. Seguono
poi il Giappone, la Russia e, al settimo posto,
il Regno Unito.
Nella lotta eterna alla spazzatura
by-mail bisogna purtroppo registrare una vittima:
Spamache, servizio danese anti-spam, che ha
smesso di funzionare dal 5 ottobre scorso.
Una copia cache del sito è raggiungibile
su Google a questo indirizzo, ma per il resto
è buio totale: la società non
è raggiungibile nemmeno attraverso
gli indirizzi e-mail di contatto o via fax.
Il servizio, che ha fatto registrare
alcune recensioni positive, ha contribuito
a bloccare 29 milioni di messaggi spazzatura
e, sebbene siano soltanto una frazione di
quelli intercettati da società ben
più blasonate come MessageLabs e BlackSpider,
la sua perdita di certo non farà piacere
al numero limitato di utenti sottoscrittori,
che hanno per giunta pagato in anticipo per
una protezione che non gli potrà essere
più garantita.
Alfonso Maruccia
Fonte: Punto-informatico.it
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