Roanoke (USA) - Il caso di Justin
Berry, vittima della pedopornografia online
arrivata a gridare il proprio dolore fino
nelle aule del Parlamento federale degli Stati
Uniti, si è concluso con l'emissione
di una condanna record: l'aguzzino del ragazzo,
un 39enne della Virginia che ha abusato del
giovane sin da quando aveva appena 13 anni,
dovrà scontare ben 150 anni di reclusione
presso un carcere di massima sicurezza.
Gregory Mitchel, questo il nome
del condannato, è stato arrestato dalle
forze di polizia nel 2005, mentre stava fuggendo
a Las Vegas per una notte di sesso con una
sua nuova "conquista". Reo confesso,
Mitchel era accusato di produzione, vendita,
distribuzione e possesso di materiale pedopornografico,
nonché di aver abusato sessualmente
di numerosi bambini. Mitchel, presente su
Internet da almeno 8 anni, adescava le vittime
attraverso servizi di messaggistica istantanea
e chat. Una volta ottenuto il primo contatto
con potenziali vittime, Mitchel pagava in
cambio di spogliarelli online, condotti grazie
all'uso di webcam e particolari software di
videoconferenza.
Negli anni scorsi aveva lanciato
un sito pornografico insieme a Justin Berry,
il primo degli "attori" che Mitchel
aveva utilizzato per produrre video e foto
pedopornografiche. Secondo il New York Times,
questa specie di portale si trovava all'indirizzo
www.justinsfriends.com. Attraverso varie tecniche
di manipolazione psicologica, come riconosciuto
dai giudici federali, Mitchel avrebbe costretto
Berry a prestarsi per questo squallido business.
Successivamente, sempre in base
alla ricostruzione fornita dalle autorità,
Berry si sarebbe allontanato da Mitchel perché
stanco d'essere sfruttato sessualmente. Il
pedofilo avrebbe a questo punto insistito
affinché il giovane tornasse tra le
sue mani, così da ottenere nuove immagini
di carattere pornografico. Ed è a questo
punto che Berry, disperato, si è rivolto
alle autorità ed ha permesso agli inquirenti
di chiudere definitivamente il sito incriminato.
Fonte: Punto-informatico.it
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