Roma - Sono frequenti le operazioni
contro la pornografia infantile distribuita,
condivisa e venduta in rete, più rare
sono le azioni di polizia che riescono a individuare
persone che sfruttano Internet per adescare
minori. Ma questo è il senso dell'operazione
Melograno coordinata dalla Procura di Treviso
con la collaborazione della Polizia Postale
di Venezia, tuttora al lavoro per definire
il preciso contesto delle responsabilità.
In particolare, sono state arrestate
tre persone in Veneto, a Milano e a Lucca
ed altre 7 sono indagate. Si ritiene che gli
arrestati partecipassero a delle chat room
online dedicate ai più piccoli dove,
fingendosi a lor volta ragazzini, tentavano
di instaurare rapporti di amicizia da tradurre
in incontri a sfondo sessuale.
A fare notizia è in particolare
la storia di un arrestato, un buttafuori di
un locale notturno nel cui appartamento sono
state ritrovate numerose fotografie scattate
con il telefonino, foto che ritraggono gli
abusi a cui ha sottoposto la nipote di 20
mesi.
Nel corso dell'operazione, la
Polizia Postale ha individuato molto materiale
pedopornografico che nei prossimi giorni verrà
esaminato per definire, come accennato, le
responsabilità delle persone coinvolte.
Apprezzamento per l'operato
della Procura e della PolPost è giunto
dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni
che in una nota ha dichiarato: "Desidero
rivolgere il riconoscimento e le congratulazioni
del ministero delle Comunicazioni e mio personale,
per la brillante operazione di contrasto al
fenomeno della pedopornografia on line condotta
ieri dal Compartimento della Polizia postale
e delle comunicazioni del Veneto, che ha consentito
di stroncare una pericolosissima e odiosa
attività criminosa che sfruttava bambini
e teenagers utilizzando, per i loro turpi
fini, sistemi di comunicazione come MMS e
chat".
"Il significativo risultato
ottenuto - spiega Gentiloni - segnala l'elevatissima
capacità operativa e professionale
della Polizia nel combattere la delinquenza
online, nonché l'efficacia delle recenti
norme che hanno inasprito le pene a carico
di coloro che compiono crimini pedopornografici
strumentalizzando le opportunità offerte
dalla rete e dalle moderne telecomunicazioni".
Fonte: Punto-informatico.it
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