Roma - L'inizio delle programmazioni
della TV mobile (oggi vengono presentati i
palinsesti di La3
) non è ben visto da tutti. Adiconsum
sottolinea infatti che il servizio, pronto
per essere lanciato, dovrebbe essere assoggettato
ad una regolamentazione tuttora al
vaglio dell' Autorità
per le Comunicazioni .
"È necessario intanto
chiarire che in Italia non sta per nascere
la TV sul telefonino - afferma l'associazione
di consumatori - ma solo la TV ricevibile
in mobilità. Grazie alla trasmissione
in DVB-H, derivata dalla TV digitale terrestre,
è infatti possibile vedere la televisione
su ricevitori mobili, compresi quindi anche
i cellulari predisposti".
L'associazione evidenzia che
non si tratta della "TV degli operatori
mobili": questi possono infatti avvalersi
di una nuova opportunità tecnologica
che gli consentirà di offrire programmi
"premium" a pagamento, con la realizzazione
di pay TV criptate, diffuse attraverso cellulari.
"Le compagnie telefoniche - prosegue
Adiconsum - devono però anche garantire
che vengano trasmessi gratuitamente i programmi
che altrettanto gratuitamente vengono ricevuti
da terminali fissi: e questo oggi non è
ancora garantito".
Adiconsum comunica di aver stilato
e pubblicato un documento
propositivo , che scaturisce dalla partecipazione
alla consultazione pubblica relativa allo
schema di delibera n. 191/06/CONS (la bozza
di regolamento relativa alle trasmissioni
su tecnologia DVB-H). Nel documento l'associazione
spiega la propria posizione in merito ad una
regolamentazione che, a suo avviso, non disciplina
affatto l'avvio delle trasmissioni digitali
terrestri verso terminali mobili ma che legittima
solamente l'offerta approntata dalle aziende,
"disinteressandosi completamente dei
consumatori".
"Agcom - afferma la nota
di Adiconsum - non specifica che tipo di costi
deve sostenere l'utente che vede la televisione
in mobilità. La delibera deve regolamentare
sia lo sfruttamento economico della tecnologia
dvb-h da parte delle compagnie telefoniche
ma deve anche garantire il consumatore di
poter vedere la TV digitale in movimento gratuitamente
sia con lo stesso cellulare che con apparati
di ricezione diversi".
Adiconsum ritiene che tutti
i programmi trasmessi gratuitamente su terminali
fissi devono essere gratuiti anche su terminali
mobili, sulla base di un presupposto forse
non evidente: "È importante ricordare
che le frequenze utilizzate sono le stesse
concesse per la visione della normale TV digitale
terrestre, quindi frequenze dello Stato e
quindi di tutti i cittadini.
Nel regolamento sottoposto a consultazione
non si prendono decisioni in merito alla quantità
di canali gratuiti che devono essere forniti
in mobilità, al ruolo delle compagnie
di telefonia mobile, alle responsabilità
dei produttori di videofonini e dei costruttori
di altri apparati di ricezione mobile. Non
viene garantita la visione in mobilità
del servizio pubblico,cioè i canali
RAI, pagati con il canone".
Nel regolamento, infine, non
sarebbe stata presa in considerazione l'opportunità
di concedere, alle numerose emittenti private
italiane, la possibilità di trasmettere
anch'esse in modalità DVB-H, fatto
che ai consumatori appare come una limitazione
al pluralismo e alla liberà di scelta.
"In assenza quindi di certezze
e di una chiara e neutrale regolamentazione
- conclude Adiconsum - è necessario
rinviare la commercializzazione di qualsiasi
prodotto relativo alla TV in mobilità.
Adiconsum chiede l'intervento autorevole dell'Agcom
e di tutte le forze politiche per garantire
i consumatori affinché non si regolamenti
il settore a case fatte, come in passato gia
accaduto".
Dario Bonacina
Fonte: Punto-informatico.it
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