Stoccolma - The Pirate Bay,
il celebre sito di riferimento per gli utenti
BitTorrent oggetto di un controverso blitz
della polizia svedese nelle scorse settimane,
ha annunciato di essere tornato in Svezia.
In un post
sul blog dei gestori di TPB si legge, infatti:
"Il sito si è fatto un giro in
Olanda ma abbiamo avuto nostalgia di casa
e proprio non potevamo evitare di tornare
nella bellissima Svezia"
Il fatto non è secondario
perché mette in luce la forza politica
assunta dal sito all'indomani dei raid
della polizia. Dopo le manifestazioni
di piazza che hanno pesantemente
criticato l'operato delle autorità
e accusato il Governo di soggiacere agli interessi
delle multinazionali americane dell'intrattenimento,
la vicenda TPB sta provocando un vero terremoto
nel mondo del copyright svedese.
Il ministro della Giustizia
Thomas Bodstrom ha infatti dichiarato
che il paese potrebbe intervenire in senso
garantista sulla legge sul diritto d'autore.
L'idea di fondo, già accarezzata
ma bocciata in Francia, è di introdurre
un canone di abbonamento che consenta agli
utenti di utilizzare per fini personali i
sistemi peer-to-peer per lo scambio di file
protetti da diritto d'autore.
Bodstrom ha ricordato che una
proposta simile era già stata presentata
ma la sinistra e i centristi l'avevano bocciata.
E proprio in questi giorni il partito della
sinistra ha dichiarato di ritenere obsoleta
la legge attuale sul diritto d'autore in quanto
non riduce il file sharing illegale. Da parte
loro i centristi ritengono che vada rivista
perché non adeguata alle novità
tecnologiche. Due dichiarazioni, dunque, che
segnano un dibattito aperto e aprono nuove
prospettive politiche ai molti sostenitori
del P2P.
"La cosa più importante
per me - ha spiegato il Ministro - è
che gli autori e gli artisti vengano compensati,
e su questo non tornerò indietro".
In realtà il Ministro è molto
prudente e ritiene che una proposta di revisione
con l'introduzione di un "quid"
sugli abbonamenti broad band non possa pervenire
dal Governo quanto invece proprio dalle forze
politiche che all'epoca bocciarono l'iniziativa.
Se questo avverrà, comunque, non ha
escluso che si possa arrivare ad una nuova
normativa, che pure non auspica esplicitamente.
Ma mentre fervono le discussioni
politiche, alimentate anche da iniziative
come quella del Partito
dei Pirati svedese, The Pirate Bay non
sta a guardare.
Come segnala Slyck,
TPB grazie alla pubblicità sui media
per l'operazione della polizia ha ora conquistato
un pubblico di gran lunga più ampio
che in precedenza e questo, sebbene abbia
causato qualche problema di upgrade dell'infrastruttura
tecnologica, ora garantisce a TPB una rete
di relazioni amplissima. I suoi gestori hanno
infatti confermato che molte diverse realtà
nel mondo sono pronte a replicare con mirror
dedicati le attività di TPB.
Quello che si prefigura, dunque,
è una sorta di network transnazionale
che si faccia veicolo dei contenuti e degli
indici di TPB e che renda l'intera struttura
difficilmente oscurabile da un'azione giudiziaria.
"Il grosso progetto - spiega
il post di TPB - è di distribuire il
sito in luoghi diversi nel mondo così
che sia più difficile chiuderlo. Singoli
ed aziende di diversi paesi hanno già
offerto server, banda e denaro. È come
se il sito abbia acquisito una volontà
propria (chi ha detto skynet?)
e non voglia morire".
Fonte: Punto-informatico.it
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