Redmond (USA) - I progettisti
di Windows Vista sono pronti a giurare: dentro
il nuovo sistema operativo non ci saranno
backdoor d'alcun tipo, né per aiutare
le forze dell'ordine ad accedere ai PC degli
utenti né, tanto meno, per rendere
meno sicure le funzioni di protezione crittografica
dei dati, integrate nel nuovo software.
Microsoft risponde così
indirettamente al governo britannico, che
sembrava speranzoso di ottenere il supporto
dell'azienda per sfruttare backdoor governative
all'interno del nuovo sistema operativo.
Il primo Windows nell'era del
trusted computing sarà "esente
da qualsiasi tipo di backdoor", garantisce
Niels Ferguson, responsabile per lo sviluppo
dei sistemi crittografici di Vista. La tecnologia
BitLocker Drive Encryption è infatti
uno dei punti di forza che Microsoft intende
utilizzare per promuovere il nuovo SO, descritto
come "il più sicuro della linea
Windows".
"La sola idea che Microsoft
possa collaborare (in questo modo, ndr.) con
le agenzie governative", scrive Ferguson
sul suo blog, "è una pura sciocchezza:
prometto che le backdoor non ci saranno mai",
incalza, "dovessi morire in questo istante".
Stando alle dichiarazioni di
Ferguson, "nessun programmatore sarebbe
disposto ad implementare o testare questo
tipo di scorciatoie per le forze dell'ordine".
La tecnologia BitLocker sta "causando
grandi problemi ai governi con cui siamo in
contatto", continua il progettista, "perché
hanno già messo in conto l'eventualità
di dover decrittare grandi quantità
di dati protetti da BitLocker".
Se dunque è evidente
e palese la contrarierà ad una "backdoor
di Stato", c'è chi coltiva comunque
una certa preoccupazione. Ciò si deve
in particolare alla normativa CALEA, già
celebre e già famigerata legge statunitense,
che come noto rende sulla carta possibile
l'obbligatorietà di installazioni di
backdoor più che sui sistemi operativi
in quanto tali sui più genericamente
definiti apparati di comunicazione, il tutto
in un momento in cui la distanza tra l'una
e l'altra cosa va riducendosi.
Già lo scorso dicembre
aveva lanciato l'allarme su CALEA l'associazione
americana ACLU, da sempre in prima linea nel
difendere le libertà digitali. ACLU
ha avvertito che CALEA entrerà in vigore
a partire dal 2007 e, vista la preminenza
dei sistemi tecnologici americani, oltreché
del software dedicato alle comunicazioni telematiche,
le possibilità che tutto questo investa
gli utenti di mezzo mondo e non solo quelli
statunitensi è assai concreta.
Tommaso Lombardi
Fonte: Punto-informatico.it
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