Leeds - Gli esperti in nanotecnologie
dell'Università di Leeds sono riusciti
a realizzare un prototipo di nanofluido ad
altissima capacità termodissipativa.
Richard Williams e Yulong Ding, appartenenti
al consorzio accademico NanoFactory, sono
entusiasti: "I nanofluidi possono aprire
le porte alla prossima generazione di elaboratori
elettronici".
I nanofluidi sono infatti delle
sospensioni liquide di nanoparticelle, utilizzabili
all'interno di qualsiasi sistema di dissipazione.
Rispetto ad altri fluidi solitamente impiegati
nel raffreddamento dei componenti elettronici,
quelli messi a punto nello Yorkshire hanno
dimostrato una efficienza fino a quattro volte
maggiore.
Le particelle sono progettate
per essere completamente "tappezzate"
di atomi ad altissima densità, in modo
da poter assorbire e trasferire calore in
maniera più rapida ed efficace. "Dobbiamo
ancora capire appieno le proprietà
di questi fluidi", dice Ding, "soprattutto
dobbiamo sperimentarne le applicazioni dinamiche,
ovvero quando sono fatti passare ad alta velocità
all'interno di microcondutture".
L'Università di Leeds
ha già avviato alcune trattative con
varie imprese per produrre in serie un'interessante
varietà di apparecchi in grado di sfruttare
questa nuova tecnologia. I ricercatori pensano
soprattutto alle applicazioni pratiche nel
campo della microelettronica, dove la combinazione
tra nanofluidi e nanocondutture potrà
essere utilizzata per sviluppare processori
più piccoli e più potenti.
In Italia lo studio sui nanofluidi
è condotto soprattutto in Veneto, dove
lo Sportello Nanotech ha offerto alcuni bandi
di ricerca proprio in questo interessantissimo
campo.
Tommaso Lombardi
Fonte: Punto-informatico.it
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