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POSIZIONAMENTO SUI
MOTORI DI RICERCA


di Andrea Cappello
© 06/2001

per suggerimenti e contatti:

Studio Cappello



COSA NON FARE PER APPARIRE NEI MOTORI DI RICERCA

Vediamo ora di trattare tutte quelle tecniche da non utilizzare per migliorare il ranking del proprio sito. Innanzitutto è espressamente sconsigliato inserire parole chiavi che non abbiano attinenza con le tematiche trattate nel sito (per esempio scrivere "sex" in un sito di sport).
Un altro trucco da non utilizzare, è la creazione di pagine Web che, grazie ai cosidetti "auto forwarding page", trasportino l'utente su un'altra pagina dopo un tot di secondi. Per far cià, viene utilizzato il meta tag refresh:

<meta http-equiv=refresh content="3; url=pagina.htm">

Questo tipo di pagina viene spesso utilizzata per enfatizzare alcune keywords. Il fatto di per sé aumenta il nostro ranking, ma la presenza del meta tag refresh ci penalizza di molto. Per evitare ciò, è possibile utilizzare Javascript; ecco come:

<SCRIPT LANGUAGE=Javascript>
<!--
setTimeout("location='pagina.htm'", 3000)
//-->
</SCRIPT>

In questo modo, dopo 3000 millisecondi (3 secondi) si viene trasferiti al documento pagina.htm. Per chi avesse timore di modificare un setTimeout, può utilizzare questo sistema a variabili:

<SCRIPT LANGUAGE=Javascript>
<!--
secondi=3 // i secondi di attesa
indirizzo="pagina.htm" // l'url caricato al termine dei secondi
setTimeout("location=indirizzo",secondi*1000)
//-->
</SCRIPT>

A titolo didascalico, diciamo che è possibile utilizzare document.write (permette di scrivere codice con Javascript) scomponendo il meta tag refresh.

<SCRIPT LANGUAGE=Javascript>
<!--
document.write("<ME"+"TA ht"+"tp-eq"+"uiv=REF"+"RESH con"+"tent='3;
u"+"rl=pagina.htm'>")
//-->
</SCRIPT>

Per chi volesse mantenere la massima compatibilità con tutti i browsers, anche quelli che non leggono sintassi Javascript, allora consigliamo l'utilizzo del marcatore <NOSCRIPT></NOSCRIPT>, il quale viene ignorato dai browser compatibili con Javascript e letto da quelli più obsoleti o con Javascript disabilitato. Ecco come fare:

<NOSCRIPT>
<H1 ALIGN=CENTER>Clicca per accedere al sito</H1>
<CENTER><BIG><BIG><A HREF="pagina.htm">Collegati</A></BIG></BIG></CENTER>
</NOSCRIPT>

Tutte questi escamotage servono a ingannare i robots dei motori di ricerca. In questo modo infatti, si impedisce al ragno di trovare il meta tag incriminato, permettendoci quindi di creare pagine enfatizzando alcune keywords relative al nostro sito.

Sempre a proposito delle tecniche da non seguire, i tanto comodi frames, rappresentano dei nemici per il tuo ranking. In caso di riquadri infatti, la pagina principale non contiene altro che il frameset per caricare le altre pagine. Se i frames fossero proprio indispensabili, è importante inserire una dettagliata descrizione del sito all'interno del marcatore , il quale altro non è che il testo visualizzato dai browser non compatibili con i riquadri. La descrizione inserita all'interno di questo tag, darà qualcosa in pasto ai ragni dei motori.

Un altro espediente da evitare, è la ripetizione di alcune parole all'interno del tag <title> e del meta tag Keywords come ad esempio:

<TITLE>
Sport, sport, SPORT, Sport, sport, SPORT, Sport, sport, SPORT, Sport, sport, SPORT, Sport, sport, SPORT
</TITLE>

Ciò potrebbe comportare la cancellazione dal database dei motori di ricerca.


TAG HIDDEN

Avrete oramai compreso che non è semplice inserire tutte le parole chiave all'interno della parte iniziale della pagina (meta tags, title e righe iniziali), soprattutto se si utilizzano delle immagini anziché semplici scritte.
Ci sono diversi siti che elencano semplicemente le keywords all'inizio della pagina, condizionando la grafica del sito web.
I metodi per aggirare questo problema sono diversi ma il migliore è quello dell'utilizzo dei tag hidden. Tag che non sono visibili per l'utente che con il suo browser visualizza la pagina in questione.
Questo tag va nel "corpo" della pagina, all'interno dei tag <body> </body>:

<imput type="hidden" value="la lista delle keyword va qui">

Per la precisione questo tag va inserito immediatamente dopo il tag <body>, prima di ogni altra cosa. Alcuni motori infatti, tengono conto solo dei primi 200 caratteri circa di una pagina, così e necessario posizionare i tag hidden prima di immagini e loghi grafici.
La cosa migliore dei tag hidden è che sono completamente invisibili e quindi non condizionano la grafica; alcuni motori di ricerca li considerano alla stregua di testo.
Altri motori di ricerca invece, rilevano e penalizzano questo espediente. Prima di utilizzare il tag hidden per questo scopo analizzare motore per motore e effettuare le modifiche se necessario. Fate delle prove, se il tag hidden non da risultati non continuate ad utilizzarlo. E ricorda che i motori di ricerca modificano continuamente le loro regole.
L'unico modo per vedere cosa funziona è testare. Se trovi la formula giusta usala nuovamente.
INDIRIZZIAMO I RAGNI

Abbiamo visto che, qualsiasi cosa facciamo, siamo noi a doverci adattare agli spider dei search engine. E' possibile però far adattare i robots alle nostre esigenze, indirizzandoli (Cloaking) all'interno del sito, a nostro piacimento.
Se foste in possesso di un dominio, è possibile creare un file di nome robots.txt che va inserito nella root principale (www.dominio.com/robots.txt). In questo file, vanno inserite le istruzioni per "governare" il ragno. Ad esempio:

" Escludere tutti i robots dai files contenuti nel dominio:
User-agent: *
Disallow: /
" Consentire l'accesso a tutti i robots:
User-agent: *
Disallow:
(è anche possibile non creare il file o lasciarlo vuoto)
" Escludere tutti i robots da una o più cartelle:
User-agent: *
Disallow: /cgi_bin/
Disallow: /secret/
" Escludere un robot (nell'esempio quello di Excite) da alcune cartelle:
User-agent: ArchitextSpider
Disallow: /cgi_bin/
Disallow: /secret/
" Escludere un robot (nell'esempio quello di Altavista) da tutti i file del dominio:
User-agent: Scooter
Disallow: /
" Lasciare passare un unico robot (nell'esempio quello di Hotbot):
User-agent: Slurp
Disallow:
User-agent: *
Disallow: /

Per conoscere i nomi dei ragni di altri motori di ricerca, rimandiamo alle pagine dei rispettivi search engines.

Se non in possesso di un dominio, esiste un meta tag ad hoc, che nonostante la minore flessibilità e potenza rispetto all'inserimento del file robots.txt, consente un discreto risultato:
<meta name="robots" content="noindex, nofollow">
Il Cloaking, se usato in maniera scorretta inviando informazioni sbagliate agli indicizzatori, può portare al "banneraggio" del sito

AVANTI...>>>

 

 

 

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