Cambridge (USA) - La lotta alla
diffusione di software malevolo ha un nuovo
alleato: File Advisor, un archivio da 4 terabyte
che contiene i dati univoci di oltre 250 milioni
di file presenti su Internet. Identificare
con precisione i malware ed i file sconosciuti,
garantiscono i responsabili di Bit9, "non
è mai stato così semplice".
L'intuizione di questa giovane
azienda statunitense, fondata da ex dirigenti
di Cisco, Lucent e 3Com, è semplice
e di comprovata efficacia. "Ciascun file
è identificabile attraverso una firma
digitale calcolata attraverso funzioni di
hash, sfruttando appositi algoritmi",
spiega il vicepresidente John Hanratty.
File Advisor utilizza infatti
i noti algoritmi SHA-1 ed MD-5 per analizzare
e generare il codice proprio di ogni singolo
file. È un identificativo unico, indipendente
dal nome e quindi giudicato "estremamente
sicuro", dice Hanratty. Gli utenti potranno
controllare la provenienza ed il contenuto
reale di un file semplicemente ricercandone
la firma corrispondente.
Per rendere il processo estremamente
veloce, Bit9 ha creato un software gratuito
per l'estrapolazione istantanea dei checksum
dai file: il programma, disponibile solo per
sistemi Windows, aggiunge questa comoda funzione
direttamente nel menù a tendina attivato
dal tasto destro del mouse.
Bit9 sta inoltre lavorando ad
un software molto più ambizioso, chiamato
Parity. Appena ultimato, il sistema permetterà
l'analisi automatica di tutti i file gestiti
dal sistema operativo. Il motore di ricerca
messo a punto da Bit9 sarà il fondamento
per una nuova generazione di "strumenti
di controllo centralizzato", fanno sapere
i portavoce, "dove l'identificazione
dei file avverrà direttamente sui server
di una rete privata o aziendale, o più
semplicemente sul proprio computer personale".
Il software sviluppato da Bit9,
dal funzionamento simile a quello di un antivirus,
potrà rimanere residente in memoria
e controllare continuamente i file utilizzati
attraverso un filo diretto con l'archivio.
Il lato più interessante della questione,
sottolinea Hanratty, "riguarda l'uso
della tecnologia Bit9 Parity per contrastare
la diffusione di software non autorizzati".
Teoricamente un ISP potrebbe
installare il software su appositi server
a monte di una WAN urbana, in modo da filtrare
arbitrariamente il transito di tutti quei
file considerati illegali o semplicemente
dannosi.
Tommaso Lombardi
Fonte: Punto-informatico.it
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