Roma - Si chiama Web-Attacker
e secondo la descrizione offerta dagli esperti
di WebSense
è un "kit fai-da-te per trasformare
siti web in specchietti per l'allodole capaci
di compromettere seriamente la sicurezza dei
visitatori". Prodotto e venduto per pochi
dollari da un'azienda russa, la Inet-Lux,
Web-Attacker è ormai utilizzato da
circa mille malintenzionati in tutto il mondo
per sottrarre dati personali ed informazioni
bancarie.
Il suo funzionamento è
molto semplice: il kit contiene tutto il necessario
per la creazione di cosiddetti code-dropper
, siti dotati di script malevoli in grado
di sfruttare una serie di falle di sicurezza
all'interno dei browser più diffusi,
Internet
Explorer e Firefox.
I siti-trappola, proprio come il nome suggerisce,
"sganciano" malware (trojan, virus,
keylogger) e costringono il browser della
vittima ad installarlo.
Il risultato è semplice:
il possessore di Web-Attacker riesce ad impossessarsi
di numerosi computer ed ottenere una montagna
di dati sensibili , nonché l'accesso
esclusivo alle risorse in possesso alle vittime.
"Una volta installato su un sito-trappola",
dicono i portavoce di WebSense, "Web-Attacker
riesce ad identificare il browser dei visitatori
e sceglie automaticamente la tipologia migliore
d'attacco".
Il rischio, specialmente per
sistemi Windows non aggiornati , è
altissimo. Anche perché, stando ad
un messaggio promozionale diffuso dai creatori
del kit fai-da-te, "il prodotto riesce
a scavalcare ogni protezione antivirus e garantisce
risultati efficaci dal 10% al 25% delle volte".
Web-Attacker si basa su sette vulnerabilità
specifiche ed è in grado di eseguire,
a discrezione del malitenzionato, qualsiasi
tipo di programma sul computer della vittima.
"La cosa più interessante",
dice Dan Hubbard di WebSense, "è
che il kit è dotato di un'interfaccia
grafica particolarmente elaborata per visualizzare
le statistiche relative agli assalti andati
a buon fine". Per Stuart McClure, responsabile
di McAfee,
"è il segno evidente che i criminali
dediti al phishing stanno iniziando ad organizzarsi
in maniera preoccupante".
Il fenomeno dei kit fai-da-te
non è comunque nuovo nell' underground
dell'informatica. Gli utenti più attenti
hanno sicuramente sentito parlare dei moltissimi
virus
costruction kit che negli anni novanta
dettero inizio ad un'ondata di infezioni informatiche
"in serie", spesso innocue. Stavolta,
grazie alla diffusione di Internet ed allo
sviluppo dell' online banking , gli strumenti
"per neofiti" del crimine telematico
sono diventati certamente più pericolosi.
Tommaso Lombardi
Fonte: Punto-informatico.it
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