Roma - Sono quattro milioni
i PC che il Windows Malicious Software Removal
Tool di Microsoft ha individuato nei primi
sei mesi del 2006. Il tool, che si attiva
dalle pagine di Windows Update e che viene
costantemente aggiornato dal big di Redmond,
ha messo in luce nuovamente l'ampiezza delle
infezioni che colpiscono gli utenti Windows.
In particolare, di questi quattro
milioni circa la metà presenta un tipo
di infezione particolarmente insidioso: trojan
e altri malware capaci di controllare da remoto
il PC colpito. Un genere di attacco che spesso
consente a cracker che operano da remoto di
trasformare i PC in nodi di reti botnet, ossia
network di computer che in qualsiasi momento
possono essere utilizzati per assalti di vario
genere: da attacchi distribuiti di tipo DDoS
contro server-target,all'invio di massicce
quantità di email commerciali per conto
di spammer senza scrupoli che affittano le
botnet.
Altri dati che saltano agli
occhi dal Microsoft Security Intelligence
Report appena reso pubblico, disponibile qui
in pdf, riguardano la rilevazione di 43mila
nuove varianti di trojan e dintorni sviluppate
dai virus writer e diffuse nel corso della
prima metà dell'anno.
Secondo Microsoft "gli
aggressori, puntando ad un guadagno finanziario,
stanno concentrando chiaramente il grosso
del proprio lavoro di sviluppo in questo genere
di malware". Va da sé che il pericolo
è notevole: l'incapacità di
molti utenti di proteggere a dovere il proprio
sistema associato ad un numero sempre maggiore
di trojan circolanti,rende sempre più
comprensibili le preoccupazioni di chi teme
l'impatto potenzialmente devastante delle
botnet sulle attività internet. Senza
contare naturalmente tutti i rischi per le
informazioni personali e sensibili che sono
associati a programmi capaci, in buona sostanza,
di aprire porte d'accesso da remoto al computer
infetto.
L'opinione degli esperti di
Microsoft però è che, nonostante
gli alti livelli della minaccia, la situazione
sia leggermente meno critica del 2005. All'epoca,
infatti, Microsoft aveva rilevato trojan nel
68 per cento dei computer sottoposti al Tool,
molti di più dunque della situazione
attuale.
Altre note che dovrebbero servire
a guardare con qualche ottimismo al futuro
sono quelle relative ai rootkit: gli attacchi
basati sulla possibilità di "nascondere"
codice infettivo secondo i dati diffusi da
Microsoft sono diminuiti del 50 per cento
negli ultimi sei mesi.
Fonte: Punto-informatico.it
Questo articolo, come tutti i contenuti di Punto
Informatico (salvo diverse indicazioni) sono
pubblicati secondo la licenza di utilizzo
di Creative
Commons
inpagina
|
Software motori di ricerca - Guadagnare
Online
Affari-web.it
non si assume alcuna responsabilità circa i contenuti dei link
segnalati. Le foto inserite in alcune pagine sono state tratte liberamente
dal web (non si specificava alcun diritto) e chiunque ne detenga i diritti
può contattarci per la rimozione. Tutti i marchi citati appartengono
ai loro proprietari.
|