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Seattle (USA) - Pare che in
Microsoft il termine hacker non abbia necessariamente
una connotazione negativa. In occasione della
conferenza californiana ToorCon, BigM si è
schierata pubblicamente a difesa di questa categoria,
ammettendo che gli ethical hacker, ossia coloro
che scoprono e divulgano le falle "in modo
responsabile", rappresentano spesso "una
risorsa preziosa" nel migliorare la sicurezza
dei servizi online.
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Nel dizionario di Microsoft
un ethical hacker è colui che segnala
tempestivamente al produttore la falla appena
scoperta, magari collaborando alla sua correzione,
e ne rende pubblici i dettagli solo dopo che
il problema è stato risolto. Ma come
ammette Microsoft, oggi i ricercatori che testano
la sicurezza dei servizi online corrono comunque
dei rischi legali, e ciò anche quando
seguono alla lettera la netiquette del "buon
hacker".
A differenza delle applicazioni tradizionali,
che vengono testate dai ricercatori di sicurezza
all'interno dei propri laboratori e sulle proprie
macchine, i servizi online girano generalmente
su server pubblici, ed espongono i bug hunter
- anche quelli con buoni intenti - al rischio
di essere tracciati e perseguiti legalmente.
È già successo: alcuni hacker,
anche molto giovani, in passato sono stati trascinati
in tribunale per il solo fatto di aver segnalato
pubblicamente la falla scoperta in una risorsa
online, senza per altro averne divulgato i dettagli
o pubblicato exploit dimostrativi.
"Tutto ciò non ha senso", ha
commentato Katie Moussouris, security strategist
di Microsoft, durante il proprio intervento
al ToorCon. "Quando ci imbattiamo in un
hacker che agisce responsabilmente a costui
noi dobbiamo un favore, e dovremmo ringraziarlo
invece di definirlo un poco di buono e consegnarlo
alla polizia".
Moussouris afferma di essersi fatto promotore
di una disposizione che, se verrà integrata
in uno standard attualmente al vaglio dell'International
Organization for Standardization (ISO), contribuirà
a difendere gli ethical hacker che divulgheranno
in modo responsabile le vulnerabilità
scoperte nei servizi o nei siti Web di qualsiasi
azienda.
Il manager di Microsoft non ha specificato
quale sia lo standard a da lui citato, ma The
Register ipotizza si tratti della specifica
ISO/IEC NP 29147.
"Non rivolgete il vostro odio verso lo
scopritore, ma verso la falla", ha dichiarato
Moussouris rivolgendosi all'industria. "Non
è davvero il caso di scoraggiare le persone
che stanno tentando di aiutarci a migliorare
la sicurezza dei nostri servizi".
Fonte originale: Punto-informatico.it
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