Roma - A parte quanto detto
e fatto dal Senatore Cortiana, la Sinistra
non ha mai dimostrato una ferma e compatta
volontà di opporsi, in qualche modo,
alla riforma voluta dall'ex-Ministro Urbani
e ai correttivi del 2005.
Attualmente, giusto per fare un riepilogo
(e pur rinviando ad un mio precedente scritto),
il mettere in condivisione opere protette
è sempre sanzionato penalmente: in
modo pesante se compiuto per motivi di lucro,
più lievemente se posto in essere anche
senza queste motivazioni economiche.
Soltanto chi scarica (senza
mettere in condivisione ? cosa impossibile
o difficile) può sfuggire alla sanzione
penale esponendosi, però, a sanzioni
amministrative non sempre trascurabili.
Evidentemente, le smorzatore della primavera
scorsa non sono bastate. Oggi, giunge una
proposta di riforma dell'attuale maggioranza,
non proveniente, però, dai partiti
più forti della colazione, bensì
da uno dei gruppi meno folti tra quelli presenti
in Senato.
Il Senatore Mauro Bulgarelli,
che pare aver raccolto il testimone da Cortiana,
appartiene al Gruppo Insieme con l'Unione
Verdi - Comunisti Italiani e il 31 maggio
scorso ha presentato, nel silenzio dei media,
il disegno di legge S529.
La proposta di riforma è
rivoluzionaria, pur con le riserve di cui
dirò. Tre i punti toccati in tre soli
articoli.
1) Libertà di fotocopie
per usi personali
Per effetto di interventi del 2000 e del 2003,
attualmente è consentito fotocopiare
le opere nei limiti del 15% (pubblicità
esclusa), mentre i centri fotocopie e le biblioteche
pubbliche presso cui si effettuano le riproduzioni
devono corrispondere un compenso agli autori.
La proposta di riforma mira a rendere lecita
la riproduzione integrale (dunque, non limitata
la 15%) e a cancellare il compenso per gli
autori.
2) Fine di lucro per software
e banche dati
Prima della l. 248/2000, le condotte relative
al software erano sanzionate soltanto in presenza
di fini di lucro, vale a dire per la realizzazione
di un beneficio patrimoniale. Oggi, sia per
il software che per le banche dati, è
sufficiente il profitto, vale a dire anche
il mero soddisfacimento morale (indipendentemente,
ad esempio, da una destinazione alla commercializzazione).
Il Senatore Bulgarelli intende allineare il
trattamento di queste opere al regime dell'audio-video
in relazione al quale (art. 171-ter l.d.a.)
è previsto il lucro. Trovo che sia
una questione elementare e condivisibile di
pari trattamento che, attualmente, non c'è.
3) Piena liceità degli
usi personali senza fini di lucro
Determinati usi personali sono, oggi, sanzionati
in via amministrativa. Non si tratta, dunque,
di ipotesi di reato, ma il trattamento non
è certo lievissimo.
La soluzione per annullare anche il procedimento
amministrativo è molto semplice: anteporre
all'art. 174-ter l.d.a. (che punisce i comportamenti
di cui sopra) la frase "Ad eccezione
dell'uso personale senza fine di lucro".
Quali potranno essere le conseguenze
pratiche dell'eventuale approvazione di questo
disegno di legge?
Ritengo che i lettori di PI
siano più interessati all'ultimo punto
e ai riflessi sul file sharing.
In sostanza, chi scarica (meglio: chi scarica
soltanto) potrà essere del tutto esente
da sanzioni amministrative e penali (mentre
oggi può essere colpito dalle previsioni
amministrative di cui all'art. 174-ter l.d.a.).
Ma la carica innovativa della proposta di
riforma si ferma qui.
Invero, con il testo presentato
non si tocca la posizione di chi mette in
condivisione anche senza fini di lucro (e
sappiamo tutti che, nel P2P, è "normale",
quasi obbligato). Le pene sono quelle dell'art.
171, comma 1, lett. a-bis) di cui ho già
scritto nell'articolo linkato. E rimangono.
Tanto meno, la proposta riguarda
chi condivide a fini di lucro. Ma ciò
è del tutto compatibile con le premesse
del Senatore Bulgarelli.
Avv. Daniele Minotti
www.studiominotti.it
www.minotti.net
Fonte: Punto-informatico.it
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