Hay (Regno Unito) - Lawrence
Lessig, giurista dell'Università
di Stanford e fondatore dell'iniziativa
Creative
Commons, ha approfittato del suo intervento
all'Hay
Festival per fare il punto della situazione
sulla tutela dei diritti d'autore al tempo
di Internet: "Le attuali leggi sul copyright
sono limitanti, estremiste, proibizioniste",
riporta la britannica BBC,
"e costringono le persone creative ad
abbracciare la pirateria multimediale".
Secondo Lessig, autore di numerosi
trattati sul futuro del copyright, "viviamo
in un periodo di nuovo proibizionismo".
Per il celebre docente americano, le tecnologie
digitali permetterebbero l'inizio di una nuova
primavera culturale in nome della creatività,
ma il clima
di caccia alle streghe creato dai grandi
nomi dell'industria
multimediale sta "spingendo i creativi
di tutto il mondo sempre più nel sottosuolo
della pirateria".
Non solo: il sistema delle royalty
e delle licenze d'uso per i contenuti, gestito
dalle numerose agenzie che svolgono un ruolo
di intermediazione tra mercato ed autori,
è uno scoglio gigantesco per tutti
i prodotti multimediali realizzati con scarse
disponibilità finanziarie. Lessig ha
illustrato il caso di un film indipendente
che, tecnicamente, avrebbe avuto un costo
di realizzazione pari a circa 200 euro: non
appena l'autore ha dovuto pagare le royalty,
il costo finale del filmato è arrivato
a circa 400mila euro.
Il professore, rivolgendosi
alla platea del caratteristico villaggio di
Hay, che ogni anno ospita uno dei maggiori
eventi culturali di tutto il Regno Unito,
ha poi lanciato un appello: "Dobbiamo
iniziare a sfruttare tutto il potenziale delle
nuove tecnologie e lanciare un segnale importante:
basta con la caccia alle streghe, basta con
le denunce selvagge da parte delle major".
Lessig ha infine ironizzato sulle strategie
contro la pirateria adottate dall'industria:
"È come se volessero uccidere
una zanzara col DDT", ha detto, "gli
strumenti tecnologici e giuridici in mano
alle aziende non solo uccidono la pirateria,
ma anche la cultura e la creatività".
Tommaso Lombardi
Fonte: Punto-informatico.it
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