Santa Clara (USA) - "Una
versione rivoluzionaria". Così
Sun ha definito la sesta major release della
piattaforma Java Standard Edition (SE), il
cui sviluppo ha impegnato il colosso californiano
per oltre due anni e ha coinvolto circa 330
sviluppatori esterni.
Java SE 6, anche noto con il
nome in codice Mustang, è l'ultima
edizione di Java indirizzata ai computer desktop
e ai server, e la prima ad essere nata sotto
il nuovo regime open source di Sun. Il codice
sorgente di Java SE 6 verrà pubblicato
sotto la licenza GNU GPL la prossima primavera,
e potrà dunque essere modificato e
ridistribuito liberamente da chiunque.
Chi desidera inziare subito
a lavorare con Java SE 6 può scaricare
l'ambiente di sviluppo gratuito NetBeans Integrated
Development Environment 5.5, in grado di supportare
tutte le funzionalità dell'ultima edizione
di Java.
Sun sostiene che Java SE 6 rende
lo sviluppo delle applicazioni net-oriented
ancora più semplice, veloce ed economico,
inoltre fornisce nuove funzionalità
per il supporto dei web service, dei linguaggi
dinamici e delle applicazioni desktop. Nonostante
le molte novità, l'azienda assicura
che la nuova revisione della propria piattaforma
conserva la piena compatibilità con
le precedenti versioni.
Una delle più attese
qualità di Java SE 6 è l'inclusione
di un framework e di interfacce di programmazione
che permettono di combinare la tecnologia
Java con altri tipi di linguaggi dinamici,
tra i quali PHP, Python, Ruby e JavaScript.
Sun ha anche creato una collezione di motori
di scripting, disponibili qui, ed ha aggiunto
alla propria piattaforma una versione preconfigurata
del motore JavaScript open source Rhino di
Mozilla Foundation.
Java SE 6 fornisce un maggior
numero di strumenti dedicati alla gestione,
alla diagnostica e al monitoraggio delle applicazioni,
ed include il supporto a NetBeans Profiler
5.5 e Solaris DTrace: di quest'ultimo Sun
ha rilasciato il codice sorgente all'inizio
dello scorso anno.
Java SE 6 Development Kit (JDK)
contiene un piccolo database, chiamato JavaDB,
basato sul software open source Apache Derby:
quest'ultimo è un database relazionale
della dimensione di soli 2 MB utile soprattutto
per creare applicazioni embedded o client/server.
Il nuovo JDK contiene anche il componente
GroupLayout del GUI Builder di NetBeans, che
permette di creare rapidamente interfacce
grafiche basate su SWING.
Sun ha poi posto l'accento sulle
novità relative allo sviluppo di applicazioni
per il Web 2.0, un'area che oltre alla già
citata apertura ai linguaggi dinamici di terze
parti può ora contare sul supporto
alle ultime specifiche del settore, incluse
JAX-WS 2.0, JAXB 2.0, STAX e JAXP.
Il team di sviluppo di Java
afferma di aver notevolmente migliorato anche
il compilatore just-in-time, ora in grado
di sfruttare le caratteristiche dell'ultima
generazione di CPU multi-core, e la macchina
virtuale HotSpot, che beneficia di una innumerevole
lista di ottimizzazioni e di un più
efficiente meccanismo di garbage collection.
Stando alla società di Santa Clara,
Java SE 6 è in grado di far girare
le attuali applicazioni tra il 10 e il 15%
più velocemente, con picchi anche del
25%.
Microsoft afferma di aver lavorato
a stretto contatto con Sun per garantire la
piena compatibilità di Java SE 6 con
Windows Vista e Internet Explorer 7. Se è
vero che quello tra Sun e Microsoft è
un rapporto tutt'altro che idilliaco, e che
la piattaforma Java compete con quella MS.NET,
Microsoft non può permettersi il lusso
di ignorare Java: secondo alcune stime la
tecnologia Java è installata su oltre
il 90% dei sistemi desktop e dei telefoni
cellulari attualmente sul mercato.
Un buon punto di partenza per
conoscere più a fondo le novità
di Java SE 6 è l'home page ufficiale,
mentre la pagina dei download, da cui si può
scaricare JDK 6, NetBeans 5.5, Java Runtime
Environment (JRE) 6 e la relativa documentazione,
è raggiungibile qui.
Fonte: Punto-informatico.it
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