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"Una delle responsabilità
più importanti per lo stato è
garantire la sicurezza sociale e mentale nella
società - recita la presentazione della
proposta di legge - sfortunatamente, riferiscono
le autorità responsabili, alcuni criminali
sottraggono alle persone la possibilità
di vivere sicuri". Fra questi criminali,
fra coloro che commettono violenze sessuali
e coloro che conducono rapine a mano armata,
ci sono anche i blogger e i netizen che sfruttano
la rete come un canale per levare la propria
voce, per raccontare l'Iran ad altri paesi,
per scuotere le coscienze dei propri concittadini.
Concorda la netta maggioranza dei parlamentari:
agire in rete non è un'attenuante.
Saranno considerati mohareb, nemici
di dio, coloro che sfruttano le rete per instillare
nei netizen pensieri pericolosi per la società:
saranno considerati dei corruttori. Le punizioni
per questo tipo di crimini possono essere l'esilio
o l'impiccagione, corredata dall'amputazione
della mano destra e del piede sinistro. La proposta
di legge prevede che queste pene non siano in
alcun modo revocabili.
La motivazione a fondamento della
formalizzazione di nuove declinazioni di vecchi
crimini risiede nel fatto che i blog rappresentino,
a parere dello stato, un veicolo per promuovere
"la corruzione, la pornografia e l'ateismo".
Non basta dunque imporre la chiusura di Internet
Café e limitare la banda a disposizione
dei cittadini, non basta vigilare ed epurare
la rete dai siti che ospitano punti di vista
su quel che succede in Iran e nel resto del
mondo. La rete iraniana si sta popolando di
attivisti, i netizen stanno acquisendo sicurezza:
il governo preme per delineare e per formalizzare
una nuova fattispecie di reato per rendere le
procedure di arresto e condanna dei netizen
più immediate e meno contestabili.
Qualora la proposta di legge venga
approvata, i tutori della legge avranno mano
libera: spetterà loro decidere cosa si
possa inquadrare come corruzione, cosa costituisca
incitamento all'apostasia, come i blogger possano
spingere alla prostituzione attraverso un post.
Rintracciare l'autore del crimine sarà
immediato: dallo scorso anno, pena l'oscuramento
della propria finestra online, i blogger e i
gestori di siti web iraniani sono tenuti alla
registrazione presso un archivio statale.
Gaia Bottà
Fonte originale: Punto-informatico.it
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