Roma - In queste ore l'attenzione
della comunità degli esperti di sicurezza
è stata catalizzata da una nuova vulnerabilità
zero day di Internet Explorer. Il motivo di
tanta allerta è che la debolezza non
solo è priva di patch ma è già
divenuta il bersaglio prediletto di cracker
e malware di vario genere.
La falla è causata da
un errore di buffer overflow nella libreria
Vgx.dll di Windows, che implementa il linguaggio
aperto XML-based VML (Vector Markup Language).
La vulnerabilità, confermata da Microsoft
in questo advisory, può essere sfruttata
da malintenzionati per eseguire del codice
da remoto ed eventualmente ottenere il pieno
controllo del sistema vittima. Sono a rischio
tutte le versioni ancora supportate di Windows,
incluso Windows XP SP2 con tutte le ultime
patch di sicurezza.
Alcuni esperti sostengono che
questa libreria non è utilizzata solo
da IE, ma anche da Office 2007 e da altre
applicazioni di terze parti. Per il momento,
tuttavia, gli exploit in circolazione fanno
esclusivamente leva su IE e, per funzionare,
necessitano che l'esecuzione di codice JavaScript
sia consentita. Ne consegue che, in attesa
della patch, uno dei primi modi per proteggersi
è proprio quello di disattivare in
IE l'esecuzione degli script. Questo workaround
potrebbe però non funzionare con i
futuri exploit: secondo quanto spiegato da
alcuni esperti, infatti, per sfruttare la
vulnerabilità non è necessario
ricorrere a JavaScript.
Sarebbero già oltre una
dozzina, stando a varie fonti, i siti web
che utilizzano la falla VML di Windows per
installare codici dannosi nei PC: tra questi
si contano worm, cavalli di Troia, downloader,
spyware e keylogger, la maggior parte dei
quali finalizzati al profitto. La società
di sicurezza Websense sostiene che la rapida
diffusione di questi attacchi è favorita
dalla recente inclusione dell'exploit della
nuova falla in WebAttacker, un toolkit di
origine russa che semplifica la creazione
e la diffusione di malware.
Uno dei primi codicilli malefici
ad aver sfruttato la breccia di IE è
il cavallo di Troia Vimalov, che i principali
antivirus sulla piazza hanno cominciato a
riconoscere soltanto da ieri. Chi teme di
essere stato infettato può controllare
il proprio PC avvalendosi del servizio gratuito
Windows Live OneCare di Microsoft (richiede
l'uso degli ActiveX).
Tra le altre soluzioni temporanee
proposte dagli esperti per proteggersi dalla
vulnerabilità vi è la disattivazione
della libreria vgx.dll: per farlo occorre
cliccare sul menù Start, Esegui...
e digitare la seguente stringa:
regsvr32 -u "%ProgramFiles%\Common Files\Microsoft
Shared\VGX\vgx.dll".
Una volta dato l'Ok, nessun programma (inclusi
i malware!) potranno più utilizzare
questo file.
Altri workaround vengono fontiti
nell'advisory di Microsoft e in questo advisory
di SANS Institute, in cui si raccomanda anche
agli utenti di non aprire siti web dalla dubbia
affidabilità. Della vulnerabilità
si sono occupati praticamente tutte le società
e gli organi dediti alla sicurezza informatica,
tra cui FrSIRT, Secunia, US-CERT, ISS e Sunbelt
Software: quest'ultima è la società
che per prima ha reso il problema di pubblico
dominio. Un po' tutte le organizzazioni sono
state concordi nell'assegnare alla falla il
massimo livello di pericolosità.
Attualmente Microsoft sta testando
una patch che potrebbe rilasciare il prossimo
10 ottobre, in occasione della pubblicazione
dei suoi bollettini mensili di sicurezza,
oppure, come si legge nell'advisory di BigM,
"anche prima, in base alle esigenze dei
nostri clienti". Molti ritengono assai
più probabile quest'ultima ipotesi,
vista la rapida crescita di minacce che sfruttano
il bug.
Fonte: Punto-informatico.it
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