La differenza più marcata
fra Instant torrents e i servizi similari consiste
nel fatto che il nuovo portale è "share
friendly", mettendo a disposizione i file
scaricati anche agli altri utenti registrati.
Una volta completati, i download rimangono sul
server "finché c'è spazio",
e i successivi download di chi verrà
dopo alla ricerca della stessa risorsa cominceranno
istantaneamente al massimo della velocità
consentita.
Le altre caratteristiche proprie di IT prevedono
la possibilità di fare ricerche all'interno
dell'archivio dei contenuti, la mancanza di
limiti per le dimensioni dei file scaricati
e il loro numero, la possibilità di
recuperare cinque torrent in contemporanea,
il download basato su keyword o tag.
L'oro che luccica di solito si paga, e infatti
IT non è un servizio gratuito come
invece si legge su TorrentFreak: per poter
avere diritto ai download è necessario
acquistare un accesso privato in VPN sul network
Ivacy, attraverso cui il sito stesso ottiene
i propri guadagni. Su Ivacy è disponibile
un periodo di prova valido sino a 1 Gigabyte,
dimensione oltre la quale occorre sborsare
50 eurocent a Gigabyte o 10 Euro al mese per
i download illimitati.
Tutto questo, però, si scontra con
la capacità reale del servizio. Dopo
una segnalazione su TorrenFreak ed un'altra
su Digg, il servizio già mostra di
non essere in grado di offrire le performance
attese.
A non convincere alcuni, inoltre, il fatto
che BitTorrent abbia rappresentato un importante
passo avanti grazie alla decentralizzazione:
con Instant Torrents si fa un passo indietro,
perdipiù a pagamento.
Alfonso Maruccia