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Il razzismo corre via e-mail
Border Patrol, videogioco dove bisogna sparare agli immigrati messicani che varcano il confine, sta facendo il giro degli Stati Uniti attraverso l'email. La polemica s'infiamma

Los Angeles (USA) - Chi non ricorda il mitico Duck Hunt? Qualcuno, negli Stati Uniti, ne ha programmato una versione "alternativa" in Macromedia Flash ed ha deciso di utilizzarla per propagare odio razziale attraverso il passaparola via email. Si tratta di Border Patrol, un gioco dove l'obiettivo è uccidere gli immigrati messicani che tentano di varcare il confine statunitense.

Il videogioco, prodotto probabilmente da alcuni militanti politici d'estrema destra, sta facendo il giro degli USA ed ha iniziato a diffondersi nelle ultime settimane, a ridosso di un duro dibattito politico sul fenomeno dell'immigrazione messicana. "In questo caso potremmo addirittura parlare di news-game", sostengono gli esperti della Conference on Game Studies della University of Florida.

Francisco Estrada, direttore dell'associazione Mexican American Legal Defense and Educational Fund, ha espresso grande preoccupazione: "Malgrado il nostro sforzo per difendere i diritti civili delle minoranze ispaniche", dice Estrada, "è triste vedere come questo software abbia iniziato a diffondersi in concomitanza con le nostre manifestazioni".

I videogiochi, mai come adesso, sono diventati un forte strumento per la comunicazione politica: "Solitamente questi giochi escono allo scoperto quando certi temi politici vengono affrontati dall'opinione pubblica", sostiene il ricercatore Zach Whalen, dottorando in teoria videoludica.

"Il contenuto razzista di questi giochi", secondo Whalen, "emerge dai messaggi che veicola ma soprattutto dal fatto che il giocatore si rende complice e partecipe di tali messaggi". Le dinamiche di gioco di Border Patrol, per quanto semplici, sono cariche d'odio: l'utente deve sparare sui tre "stereotipi messicani" più diffusi, ovvero il nazionalista messicano, la donna incinta con famiglia al seguito ed il narcotrafficante.

Non è la prima volta che il canale videoludico viene utilizzato per diffondere messaggi d'odio. In passato, lo sparatutto Ethnic Cleansing fece scoppiare le ire della Anti-Defamation League. Nel game, programmato da militanti dell'estrema destra statunitense, il giocatore veste i panni di un membro del Ku Klux Klan impegnato nel linciaggio di cittadini d'origine ebraica.

Tommaso Lombardi

Fonte: Punto-informatico.it

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