A parlare delle strategie dell'azienda,
soprattutto per quanto riguarda il settore mobile,
è stato il dirigente di Google Vic Gundotra.
Secondo Gundotra l'attuale stato dell'arte della
tecnologia renderebbe possibile sviluppare appieno
le potenzialità di quella che in passato
era vista come una risorsa utile ma poco efficiente.
Grazie ai progressi fatti, Google riesce ad
intravedere nel voice search un meglio definito
core business su cui sviluppare i propri progetti
futuri.
"In passato un qualcosa di simile era
stato tentato, ma con scarsi risultati dal
punto di vista della user experience e del
feedback degli utenti, costringendo BigG ad
abbandonare il suo primo progetto legato al
voice search" ha dichiarato il dirigente.
La svolta sarebbe arrivata grazie all'introduzione
di Google Mobile per Android e iPhone che,
per quanto ancora acerbo, ha permesso agli
ingegneri di Google di rodare i meccanismi
e di migliorare il servizio. Sarebbe proprio
l'esperienza maturata a permettere di migliorare
ulteriormente il servizio: secondo Gundotra,
l'app rilasciata per iPhone avrebbe favorito
il raffinarsi delle ricerche di un sostanzioso
15%, arrivando a risultati apprezzabili, sui
quali costruire il futuro.
Non a caso un aggiornamento dell'applicazione
è stato di recente rilasciato anche
per la serie Blackberry di RIM. L'applicazione
necessita di OS 4.1 per la versione base e
OS 4.2 o superiore per abilitare la ricerca
vocale. Al momento, secondo alcune indiscrezioni,
mancherebbe il supporto per Blackberry Storm,
il dispositivo touch screen di casa RIM. Tra
gli aggiornamenti del sistema sarebbe stato
anche migliorato il sistema di riconoscimento
vocale che, in passato, era solito prediligere
gli accenti nordamericani a quelli europei.
Sempre rimanendo in ambito mobile, Gundotra
rilancia le aspettative di Google nei confronti
dell'innovativo linguaggio HTML 5, destinato
secondo molti a divenire parte cruciale delle
architetture sviluppate dal colosso di Mountain
View. A riprova di ciò vi sarebbe un
adattamento per la webmail di Google per i
browser da smartphone, presentato già
a febbraio come prototipo per iPhone e G1,
che dovrebbe essere rilasciata "a breve"
al pubblico, nonché alcuni progetti
che vedono coinvolta la suite di applicazioni
online di BigG, ovvero Google Docs: l'intento
è di sfruttare al massimo le opportunità
offerte dal linguaggio per ottenere, secondo
Google, il massimo dell'interazione, avendo
a disposizione una tecnologia in grado di
creare copie di backup accessibili anche offline.
Ma non è solo di mobile che vive Google:
nonostante manchino ulteriori informazioni
a riguardo, Gundotra ha assicurato che i lavori
per portare Chrome, il browser di casa, su
piattaforma Mac sarebbero stati accelerati
"per avere il prodotto finito il prima
possibile". Per il momento, comunque,
non si ha alcun dettaglio relativo agli effettivi
tempi di rilascio, stabiliti sempre entro
il vago limite temporale determinato dalla
fine del 2009.
Vincenzo Gentile