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Filmati, widget o interi siti
web finora elusivi, inevitabilmente al di fuori
della portata dei crawler perché basati
su script in Flash sono contenuti che adesso,
perlomeno nella loro parte testuale e "informativa"
propriamente detta, potranno essere raggiunti,
archiviati e utilizzati per la ricerca.
Google ha già provveduto
a iniettare il "Flash indexing algorithm"
all'interno dei suoi crawler, mentre Yahoo!
prevede di farlo con il prossimo aggiornamento
al suo motore di ricerca. Apparentemente tagliata
fuori dai giochi rimane Microsoft con il suo
Live! Search.
Alla base della nuova feature c'è una
versione ottimizzata del Flash Player di Adobe
(ex-Macromedia), fornito a Google e Yahoo! allo
scopo, appunto, di facilitare l'implementazione
della ricerca nei sempre più diffusi
contenuti presentati nel formato interattivo
per antonomasia. La compatibilità è
retroattiva, e permette dunque di passare sin
da subito al setaccio quei siti con script in
Flash già incorporati.
"Gli sviluppatori di applicazioni
RIA (Rich Internet Application) e di ricchi
contenuti Web - scrive Adobe in una nota - non
dovranno più modificare i file vecchi
e nuovi al fine di renderli adatti alla ricerca:
i loro contenuti saranno infatti subito reperibili
dagli utenti in ogni parte del mondo".
Un'interessante questione che
emerge dall'update potrebbe essere ora stabilire
la rilevanza delle nuove informazioni codificate
in Flash sul resto del materiale indicizzato
dai motori di ricerca. Vale più uno script
interattivo o un post su un weblog? Ai motori
di ricerca la - matematica - sentenza.
Alfonso Maruccia
Fonte originale: Punto-informatico.it
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