Roma - La convergenza, tema
divenuto caro agli operatori, è il
concetto alla base dell'evoluzione delle moderne
tecnologie delle TLC. È quanto emerge
dalle dichiarazioni del ministro delle comunicazioni
Paolo Gentiloni, in un intervento in videoconferenza
ad una tavola rotonda del Nokia University
Program su consumi e contenuti nell'era della
convergenza digitale.
"La convergenza tra le
tecnologie - ha dichiarato il ministro - è
una prospettiva ormai concreta, come per esempio
tra telefoni, computer, televisioni e infrastrutture
di rete. Su queste infrastrutture, oltre al
traffico vocale ed a quello dati, transiteranno
sempre più anche servizi televisivi.
Noi abbiamo avuto già un aumento dei
contenuti televisivi attraverso il digitale
satellitare: prossimamente ne avremo uno ulteriore
attraverso il digitale terrestre, che ha oltretutto
il vantaggio di presentarsi con una formula
gratuita e quindi socialmente importante,
e avremo ancora un incremento di contenuti
grazie alla televisione su protocollo internet
che si diffonderà nei prossimi anni".
Sul futuro rappresentato dalla
piattaforma digitale terrestre, da parte di
molti analisti c'è però un diffuso
scetticismo motivato dal massiccio interesse
che si sta creando nei confronti dell'IPTV,
la TV fruibile via Internet, e che conforta
la convinzione che la banda larga sia il veicolo
su cui viaggeranno i contenuti di intrattenimento
in un prossimo futuro.
In Italia la IPTV è appena
nata, ma sembra ormai una realtà avviata:
da una parte si trovano gli operatori telefonici
in odore di media company, come Fastweb e
Telecom Italia, che hanno deciso di inserire
i palinsesti "chiavi in mano" di
Sky nelle proprie offerte; dall'altra i produttori
di contenuti come Mediaset che, come si legge
su Prima Comunicazione, oltre al digitale
terrestre punta sulla TV fruibile da PC. Yves
Confalonieri, direttore di Interactive media,
divisione Mediaset per lo sviluppo delle attività
digitali, ha infatti dichiarato: "Stiamo
lavorando alla nuova pc TV di Mediaset, sarà
una tivù on demand e partirà
indicativamente nel secondo trimestre del
2007".
Che la banda larga possa essere
l'arena in cui si muoverà la TV dei
prossimi anni è dimostrato da altri
fattori: in primis, l'interesse delle agenzie
che si occupano della rilevazione degli indici
di gradimento, che si stanno affacciando sulla
IPTV; in secondo luogo c'è il successo
delle nuove piattaforme di social broadcasting
(o social networking). I numeri raggiunti
da YouTube sembrano dare ragione a Google,
che l'ha acquistato un anno dopo che Rupert
Murdoch ha messo le mani su MySpace. In questa
soluzione sembra credere anche un altro big
della rete, Yahoo: rumors in circolazione
da alcuni giorni lo vogliono infatti interessato
al valore aggiunto ottenibile da un altro
portale di social broadcasting, Facebook,
la cui posizione di mercato (o si dovrebbe
cominciare a parlare di share?) è alle
spalle di YouTube e MySpace. "Facebook
è un valore solo se Yahoo paga il giusto
prezzo" riferisce Jim Friedland, analista
di Cowen & Co., commentando le voci sulle
trattative in corso, che porterebbero ad un
affare del valore di un miliardo di dollari.
Un grosso bacino di utenza si
può tradurre in un consenso in grado
di calamitare l'attenzione di media e degli
inserzionisti pubblicitari. La TV va dove
la porta il business?
Dario Bonacina
Fonte: Punto-informatico.it
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