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Roma - Sì, è vero,
non si sa chi debba pagare il canone e perché,
non si sa quando sia giusto non pagarlo, eppure
le lettere che richiedono il pagamento del più
odiato balzello italiano, il Canone RAI appunto,
continuano ad arrivare agli italiani. E ora
il Garante con un provvedimento ad hoc afferma
che gli "ispettori RAI" debbano ispirarsi
a criteri di correttezza e trasparenza quando
interagiscono con il pubblico.
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In particolare, spiega il Garante,
non sono legittime le pressioni sugli utenti:
il riferimento è a atteggiamenti che
vengono segnalati da persone che lamentano "comportamenti
ritenuti irrituali di agenti Rai che, qualificandosi
come ispettori, si presenterebbero presso le
abitazioni e con toni minacciosi e con modalità
considerate inquisitorie o intimidatorie procederebbero
alla ricerca degli evasori del canone televisivo
e a sollecitare gli abbonamenti".
Una delle questioni su cui si
sofferma il Garante è quella della minaccia
di accertamenti nelle abitazioni, a cui taluni
ispettori avrebbero fatto ricorso dinanzi alla
titubanza dei cittadini nel fornire certe informazioni.
Vista l'impossibilità per l'Agenzia
delle Entrate di rispondere coerentemente su
chi debba pagare il canone, l'imposta che la
RAI ancora definisce sulle sue reti un abbonamento,
risulta invece curioso che il Garante abbia
imposto all'Agenzia di comunicare entro il 30
aprile "le misure necessarie impartite
ai suoi agenti affinché i trattamenti
dei dati siano conformi al Codice privacy".
In particolare, l'Agenzia dovrà innanzitutto
"garantire che gli agenti RAI spieghino
chiaramente agli utenti, senza artifici e senza
indurli in errore, la loro esclusiva attività
di promozione dell'abbonamento televisivo. L'Agenzia
dovrà garantire, inoltre, che l'informativa
sul trattamento dei dati indichi con precisione
quali informazioni sia obbligatorio fornire
e quali no. Da evitare, infine, pressioni indebite
sugli utenti minacciando controlli intrusivi
nelle abitazioni".
Di grande interesse, peraltro, anche il fatto
che il Garante stia studiando la corretta applicazione
delle normative sulla privacy nelle operazioni
di "recupero dell'evasione del canone televisivo".
In un paese le cui istituzioni non sono in grado
di far sapere quali cittadini siano sottoposti
al balzello e quali no, è di certo di
primario interesse capire chi potrà essere
considerato evasore e perché.
Fonte originale: Punto-informatico.it
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