Roma - Il phishing si evolve.
Da truffa generalizzata condotta attraverso
l'invio a campione di e-mail contraffatte
che invitano a visitare link fasulli, una
delle pratiche criminose più problematiche
nate e proliferate in seno alla rete negli
ultimi anni diventa ora più selettiva,
ingegnosa e pericolosa. Due casi recenti di
tentativi di truffa andati a buon fine, capitati
ad alcuni impiegati di un ospedale americano
e agli sfortunati avventori della Wikipedia
tedesca, sono la dimostrazione lampante della
preoccupante raffinatezza raggiunta dai nuovi
attacchi di phishing mirato.
Licenziati per e-mail: alcuni
impiegati del nosocomio Dekalb Medical Center,
dello stato americano della Georgia, si sono
visti recapitare un'e-mail contenente la lettera
di licenziamento, assieme all'invito a visitare
un fantomatico sito web utile a cercarsi un
nuovo lavoro. Il link, neanche a dirlo, ha
spalancato le porte all'installazione automatica
di un keylogger che, dopo aver preso possesso
del sistema, ha registrato indisturbato gli
input da tastiera sulle macchine compromesse,
inclusi eventuali numeri di carte di credito
e altri dati personali sensibili.
Sorprende la relativa facilità
con cui alcuni degli sfortunati lavoratori
dell'ospedale siano caduti nella truffa, evidentemente
ignari della pratica comunemente seguita dalle
aziende di non usare l'e-mail per comunicazioni
di una certa rilevanza come indubbiamente
è una lettera di licenziamento. La
e-mail contraffatta è stata sicuramente
resa più verosimile agli occhi delle
vittime grazie allo spoofing dell'indirizzo
del mittente: la capacità di camuffare
il punto di partenza reale della missiva elettronica
e farlo sembrare esattamente uguale a quello
del servizio che si vuole truffare è
tra le principali cause di successo di questi
raggiri.
La truffa è stata scoperta
quando uno dei "licenziati via mail"
ha chiamato in stato di isteria il manager
dell'azienda responsabile del trattamento
delle informazioni: il link al keylogger è
stato quindi reso inoffensivo aggiornando
il software di filtering adottato dal sito
web dell'ospedale.
Knowledge hijacking: altrettanto
disonesto è stato il tentativo di dirottamento
di un articolo della Wikipedia in lingua tedesca
(la seconda al mondo per ricchezza di contenuti)
verso il download di un malware progettato
per infettare e far danni sui sistemi Windows.
In questo caso, un articolo
dell'enciclopedia libera e aperta al contributo
di tutti è stato parzialmente riscritto
per ospitare false informazioni su una presunta
nuova variante del diffuso worm Blaster, assieme
al link per l'ipotetico fix: ovviamente cliccare
sul link significava permettere al malware
di infettare il sistema.
I responsabili del fattaccio
hanno poi pensato bene di inviare spam per
e-mail che allertava circa la nuova variante
del worm, con il link alla voce truffaldina
della Wikipedia per dare credibilità
all'avviso e per indurre ad installare il
malware grazie al falso collegamento al fix.
L'articolo è stato comunque subito
modificato e le false informazioni rimosse:
secondo la security enterprise Sophos, fortunatamente
l'attacco non ha causato molte vittime.
Ciononostante il fatto ha contribuito
a mettere ancora una volta in luce i rischi
connessi con la natura open della Wikipedia:
l'esiguo numero di controlli su chi può
modificare i contenuti, per quanto abbia sempre
rappresentato il principale punto di forza
della popolare enciclopedia collaborativa,
si presta facilmente all'abuso da parte della
volontà criminosa di una genìa
di delinquenti telematici e agli espedienti
di ingegneria sociale sempre più elaborati
alla base delle loro truffe.
Alfonso Maruccia
Fonte: Punto-informatico.it
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