Roma - C'è chi lo dava
ormai per defunto, e invece il progetto FreeDOS,
che proprio pochi giorni fa ha compiuto 12
anni, si prepara a festeggiare il suo massimo
traguardo: il rilascio della versione 1.0
del proprio MS-DOS open source.
Con questo annuncio Jim Hall,
principale artefice di FreeDOS, ha voluto
scacciare i nugoli di corvi che si erano recentemente
addensati sopra al proprio progetto: del resto,
le voci sulla morte di FreeDOS sono state
alimentate da uno "scherzo" dello
stesso Hall, che due settimane fa ha pubblicato
nella vecchia home page del progetto il messaggio
"FreeDOS è morto".
"A nulla è servito
- ha raccontato Hall a NewsForge.com - che
abbia eliminato il messaggio quasi subito.
La cosa buona è che, paradossalmente,
le voci sulla morte di FreeBSD hanno finito
per ridestare l'interesse della comunità
verso questo progetto".
Hall ammette che negli ultimi
mesi il processo di sviluppo "è
entrato in una fase di stallo", e questo
per via di alcune divergenze d'opinione tra
i membri del piccolo team di FreeDOS. Egli
afferma che ora le difficoltà sono
state superate e che il progetto è
pronto a rilasciare, per la fine di luglio,
FreeDOS 1.0.
Come si è detto, la versione
1.0 rappresenta un evento particolarmente
importante per il progetto, e questo perché
corona 12 anni di sviluppo quasi ininterrotto.
L'idea di sviluppare un sistema operativo
open source pienamente compatibile con MS-DOS
venne infatti lanciata da Hall nel lontano
1994, lo stesso anno in cui Microsoft annunciò
l'imminente abbandono del supporto a MS-DOS.
Se oggi pochi rinuncerebbero
alle interfacce grafiche offerte dai moderni
sistemi operativi, vi sono alcuni ambiti,
come quello embedded o dell'emulazione, dove
l'uso di una versione attualizzata del DOS
può ancora risultare utile o vantaggioso.
Dell, ad esempio, distribuisce FreeDOS insieme
ad alcuni suoi PC desktop: benché minimale,
questo sistema operativo permette agli utenti
che non desiderano pagare una licenza di Windows
o Linux di avviare e testare il PC, formattare
il disco fisso, creare partizioni e far girare
la miriade di utility disponibili per questo
ambiente.
Stando ai suoi sviluppatori,
FreeDOS rappresenta anche una preziosa base
di codice per coloro che vogliono creare un
proprio sistema operativo.
Se il primo obiettivo di FreeDOS
è sempre stato quello di raggiungere
la piena compatibilità con MS-DOS,
il suo team di sviluppo sta portando avanti
anche un altro progetto, chiamato FreeDOS-32,
in cui l'obiettivo principe è invece
quello di estendere le funzionalità
del DOS originario e implementare alcune delle
peculiarità dei sistemi operativi moderni,
come il supporto al multitasking e alla memoria
virtuale, l'integrazione di un'interfaccia
grafica e l'inclusione di utility avanzate
per la gestione del sistema. Gli sviluppatori
intendono tuttavia mantenere il cuore di FreeDOS-32
il più semplice possibile, aggiungendo
tutte le funzionalità più avanzate
per mezzo di moduli o driver.
Per essere morto, FreeDOS non
è mai apparso così vivo.
Fonte: Punto-informatico.it
Questo articolo, come tutti i contenuti di Punto
Informatico (salvo diverse indicazioni) sono
pubblicati secondo la licenza di utilizzo
di Creative
Commons
inpagina
|
Software motori di ricerca - Guadagnare
Online
Affari-web.it
non si assume alcuna responsabilità circa i contenuti dei link
segnalati. Le foto inserite in alcune pagine sono state tratte liberamente
dal web (non si specificava alcun diritto) e chiunque ne detenga i diritti
può contattarci per la rimozione. Tutti i marchi citati appartengono
ai loro proprietari.
|