Roma - La notizia arriva dalla
pubblicazione olandese NVPI e sta rapidamente
facendo il giro della rete: per la prima volta
una major di primo piano nel panorama musicale
internazionale, EMI, ha annunciato che in
tutti i nuovi CD non inserirà più
tecnologie anticopia DRM.
Se verrà confermata da
EMI, e i più lo danno per scontato,
ci si potrebbe trovare dinanzi ad una novità
di importanza capitale per il futuro del mercato
discografico e, soprattutto, per quello delle
tecnologie anticopia. Sistemi come noto invisi
agli utenti perché capaci di limitare
drasticamente l'usabilità della musica
acquistata, la sua trasferibilità su
dispositivi diversi, la possibilità
di ascolto su qualsiasi lettore e via dicendo.
Stando a quanto riportato dal
magazine Billboard, EMI avrebbe compreso che
l'utilizzo delle tecnologie DRM (Digital Rights
Management) si traduce in un costo superiore
ai benefici, costo che comprende anche l'insoddisfazione
degli utenti per l'interoperabilità
limitata con software e dispositivi di ascolto.
Billboard ricorda anche che proprio in queste
settimane Macrovision, che produce molti dei
più utilizzati sistemi di protezione
anticopia, ha cessato lo sviluppo del suo
TotalPlay/CDS, tecnologia pensata per dar
vita ad un ambiente protetto anticopia che
avrebbe dato all'utente una qualche libertà
di azione con i CD acquistati legittimamente.
Un servizio forse interessante,
dunque, ma non abbastanza per EMI che pure,
chiarisce Billboard, non ha per ora intenzione
di cancellare i sistemi di controllo sulla
copia utilizzati sui file musicali venduti
e distribuiti in rete. Ma è interessante
notare che proprio EMI, solo qualche settimana
fa, abbia aderito al servizio sperimentale
di Yahoo che punta proprio sulla distribuzione
online di tracce musicali prive di DRM.
La svolta no-DRM di EMI appare
forse più comprensibile se si ricorda
quanto dichiarato lo scorso ottobre dai suoi
vertici: il CEO del celebre gruppo discografico
spiegò allora che l'epoca dei CD volge
al termine e che i supporti fisici dovranno
subire numerose evoluzioni per rimanere oggetto
di interesse per i consumatori. L'eliminazione
del DRM viene vista dai più in queste
ore come un passo chiaro in questa direzione.
Sia come sia, quella di EMI
è una decisione che non deve sorprendere:
da tempo il DRM sta mostrando tutti i suoi
limiti, ci sono autorevoli commentatori che
da tempo ne preconizzano la fine, mentre la
vendita di musica digitale, quando condita
da DRM, sta segnando il passo. Tanto da costringere
grosse etichette, la stessa EMI ma anche Sony,
a rivedere le proprie strategie. Il celebre
professore di Princeton Ed Felten, da sempre
impegnato nello studiare queste tecnologie,
da lungo tempo afferma come l'unico modo per
il quale il DRM può imporsi sia ingannare
l'utente. A quanto pare, anche i maggiori
sponsor del DRM, EMI in testa, hanno iniziato
a comprendere le pericolose ambiguità
di questa tecnologia.
nota di trasparenza: Punto Informatico
è il media partner italiano della campagna
DRM.info, iniziativa internazionale che punta
all'abolizione delle tecnologie DRM
Fonte: Punto-informatico.it
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