Secondo gli inquirenti, Downrevolution.net
fungeva da nodo di scambio per file illegali.
Su quel forum, cioè, avrebbero fatto
la loro comparsa per molti mesi link e contenuti
che venivano distribuiti senza autorizzazione.
Le Fiamme Gialle hanno agito su segnalazione
delle major: proprio gli esperti delle principali
associazioni che raccolgono gli industriali
del software, del cinema e della musica hanno
collaborato all'individuazione dei materiali
pirata.
Nel complesso si parla di un giro di circa
6mila file ai quali avrebbero avuto accesso
non meno di 30mila utenti Internet che li
avrebbero scaricati almeno 500mila volte negli
ultimi sei mesi di attività del sito.
Il grosso dello sharing avveniva attraverso
il ricorso a servizi di condivisione di file
di grosse dimensioni, come MegaUpload o RapidShare.
Un'attività che ora cessa definitivamente:
i suoi guai erano già stati accolti
con dispiacere sui forum degli appassionati.
"Oltre al sito internet
- si legge in una nota diffusa dalle Fiamme
Gialle - ai quattro cittadini italiani, sono
stati altresì sequestrati 17 computer
(Desktop e Notebook), 3 Hard Disk esterni,
1 scheda di memoria, 486 tra CD-ROM e DVD
ed oltre 5.700 opere illecitamente detenute
sui citati personal computer e nel materiale
hardware sequestrati".
Ad inguaiare i gestori di Downrevolution.net
il fatto che da quelle pagine, dicono gli
inquirenti, era facilitato l'accesso a film
di prima visione, ad album musicali in testa
alle classifiche, ossia a materiale particolarmente
"caldo" per l'industria. "Sotto
finte spoglie di Forum di discussione - continua
la nota - (il sito, ndr.) consentiva agli
utenti registrati, mediante alcuni semplici
passaggi, di ottenere dei link, situati all'interno
di un messaggio nascosto, da utilizzarsi per
il download dell'opera oggetto del messaggio
stesso, che era invece salvata sui cosiddetti
cyberlockers, ubicati per la maggior parte
all'estero". Si parla in particolare
di opere "di recentissima pubblicazione
o addirittura non ancora vendute tramite i
canali ufficiali (opere ancora in proiezione
esclusivamente nelle sale cinematografiche,
CD musicali di recentissima pubblicazione
e Serie TV in onda solo su TV "Pay per
View" quali Sky e Mediaset Premium).
A mero titolo di esempio l'opera "Safari"
del noto artista Jovanotti era stata oggetto
di ben 1.021 download illeciti".
La Compagnia della Guardia di
Finanza di Melegnano, che ha apposto i sigilli
al sito web, parla in particolare della violazione
di cui al 171 ter della legge sul diritto
d'autore, dove si punisce chiunque "in
violazione dell'art. 16, a fini di lucro,
comunica al pubblico immettendola in un sistema
di reti telematiche, mediante connessioni
di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno
protetta dal diritto d'autore, o parte di
essa". Le pene previste possono comprendere
carcere fino a quattro anni e multe fino a
15.490 euro.
Ad aggravare la posizione dei
promotori del sito, come accennato, il fatto
che secondo gli inquirenti questo costituiva
attività di lucro, che sarebbe testimoniata
dalla presenza di banner pubblicitari e dall'accettazione
di donazioni da parte dei membri del forum.
Questo aspetto, la finalità
di lucro, se verrà confermato si tradurrà
in un aumento consistente delle sanzioni contro
i gestori del sito, multe che secondo le prime
stime potrebbero superare le centinaia di
migliaia di euro.
Le indagini coordinate dalla
Procura della Repubblica di Lodi hanno portato
all'individuazione di un residente di Paderno
Dugnano, dell'hinterland milanese: suo sarebbe
il locale di Sesto San Giovanni nel quale
le Fiamme Gialle hanno individuato i computer,
facendo irruzione come illustrato dal video
pubblicato più sotto. A detta degli
inquirenti a gestire il sito erano tre minorenni
che risiedono in altre regioni d'Italia: anche
per loro è scattata una denuncia.
Il presidente di FIMI, la Federazione
dell'industria musicale italiana, Enzo Mazza,
ha ieri commentato l'operazione, definendola
"significativa perché colpisce
un'importante sistema di intermediazione di
contenuti illeciti con numeri consistenti,
una vera e propria centrale di spaccio di
musica illecita". A suo dire, inoltre,
"va evidenziato che oggi la musica scaricata
legalmente su internet in Italia è
in continua crescita, con un quota di mercato
raggiunta nel primo trimestre 2008 del 10
% di tutte le vendite di musica in Italia,
con decine di piattaforme a disposizione dei
consumatori e con milioni di titoli".
Fonte originale: Punto-informatico.it
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