Los Angeles - Sta causando una
seria querelle legale la normativa dello stato
americano del Minnesota che punta a multare
bambini e minori fino a 17 anni nel caso in
cui acquistino contenuti il cui rating ufficiale
li classifichi come inadatti per persone della
loro età.
L'industria videoludica ha
infatti denunciato la normativa sostenendo
la sua incostituzionalità: secondo
ESA,
Entertainment Software Association, la controversa
legge statale mira a sostituire la tutela
genitoriale con la polizia territoriale. Allo
stesso tempo, imporre una multa per un acquisto
di questo tipo significherebbe, a detta di
ESA, violare il Primo Emendamento, "che
tutela tutti i cittadini americani, compresi
i bambini".
"La legge compie una distorsione
per eludere il Primo Emendamento - spiega
il presidente di ESA, Doug Lowenstein - perché
punisce i minori, violando così la
Costituzione (...) Lo Stato sta tentando di
imporre responsabilità sui minori perché
sa che i tribunali hanno in più occasioni
ribadito che non è possibile criminalizzare
i negozianti". Un'affermazione che coincide
con sentenze secondo cui la vendita ad un
minore di un titolo classificato come "inadatto"
non rappresenta un illecito.
Secondo la legge in vigore nel
Minnesota, un minore colpevole di aver acquistato
o affittato un videogioco o un film classificati
come "M" (che sta per mature) o
"AO" (che sta per adults only),
ovvero contenuti pensati e distribuiti per
un pubblico adulto, può essere sanzionato
per 25 dollari.
ESA, che si
chiede come quei denari verranno riscossi
e con quali strumenti giuridici, ha comunque
assicurato che sono molti i distributori e
i commercianti che si stanno attrezzando per
ridurre il più possibile le possibilità
che un minore acquisti materiale "inadatto".
Fonte: Punto-informatico.it
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