Il futuro di Internet, Internet 3.0. Il web 3.0. Il futuro del mondo. Un video interessante ed evocativo.
Prima il caso Tartaglia, poi la presa in giro per la tragedia di Haiti, gruppi inneggianti a capi mafiosi o a violenza in genere. Il comportamento di alcuni soggetti getta un inquietante velo sul web. Adesso l'assurdo gruppo "Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down", che contava già 1700 iscritti (da precisare che molti si sono iscritti solo per insultare gli autori dell'ignobile gruppo).
La Polizia Postale è riuscita ad intervenire per far chiudere in breve tempo il gruppo incriminato. Non si tratta di un vero è proprio oscuramento, come da più parti riportato. Però, Facebook, ha provveduto a cancellare definitivamente il gruppo. Il direttore della Polizia Postale, Antonio Apruzzese, spiega che: "Solo il server centrale può decidere di rimuovere i gruppi".
Adesso si sta indagando per riuscire a risalire agli autori della squallida trovata. Il ministro Mara Carfagna ha così definito il gruppo "inaccettabile, non degno di persone civili, pericoloso" e ha giurato che "anche coloro che hanno aderito, ovvero tutti quelli che rientrano nella fattispecie del reato di istigazione a delinquere, saranno perseguiti".
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha intrapreso una strada completamente diversa per la lotta al P2P rispetto a quelle illuminate dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Il motivo? La repressione non sembra avere effetto su chi scarica contenuti protetti dal diritto d'autore. Di seguito uno stralcio di un interessante articolo di Punto-Informatico.
Roma - Si intitola Il diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. È un'indagine conoscitiva pubblicata di recente sul sito ufficiale dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Un corposo documento che non mira a fissare un quadro definitivo di regolamentazione, bensì a lasciare aperti i possibili scenari futuri, a dare a cittadini e imprese la possibilità di avanzare proposte. E di aprire un dibattito.
Nell'introduzione al documento, AGCOM ha ricordato un'esigenza di ricostruzione del quadro sul diritto d'autore in Italia, in modo da garantire un prezioso bilanciamento. In particolare, tra la libertà d'espressione, l'equa remunerazione degli autori e un'adeguata tutela dei diritti dei cittadini della Rete. Tenendo conto della necessità di garantire privacy e accesso alla cultura, in particolare sul web.
Questo innanzitutto perché l'Italia ha bisogno di riflettere su questo modello per conformarsi al pacchetto di direttive dell'Unione Europea sulle comunicazioni elettroniche. Pacchetto che ha sostanzialmente sottolineato come l'accesso a Internet sia un principio fondamentale dell'ordinamento comunitario. Continua sulla fonte originale
E' di pochi giorni fa l'annuncio di Google di voler fornire connessioni Internet in fibra ottica ad altissima velocità. Siamo nel futuro. Si parla di connessioni 100 volte più veloci di quelle attuali grazie alla fibra ottica e a un gigabit al secondo. Questo annuncio apre degli scenari visti solo in film come Matrix.
Al momento l'iniziativa è riservata ad una piccola area che servirà da test per vedere il comportamento degli utenti con questa super adsl. In particolare, il test, servirà a vedere come gli utenti saranno influenzati nell'usare le applicazioni. Google è pronta a diventare un Interner Service Provider (ISP).
Google ha già identificato le zone degli USA nei quali partirà la sperimentazione e quindi, a breve, 500.000 fortunatissimi utenti potranni usare la nuova adsl di Google. Google è disponibile ad altre candidature per il suo test.
E’ pauroso ma è reale. Basta un’antenna, anche rudimentale, e tutte le nostre discussioni e in generale tutto il testo digitato sulla nostra tastiera potrebbe essere intercettato da chiunque.
Non si parla solo di tastiere wireless, ma di ogni tipo di tastiera: USB, PS2 ecc… La ricerca è stata effettuata da ricercatori del politecnico di Losanna. I ricercatori hanno reso disponibili dei video per spiegare come si fa:http://www.vnunet.com/vnunet/news/2228654/hackers-crack-wired-keyboards
Giuseppe Arlotta
Dopo le numerosissime firme raccolte per abolire il Canone Rai, nessuna istituzione si è presa il carico di far valere la volontà del popole e quindi abolire una tassa che ci pare ingiusta.
All’Aduc la cosa non è andata giù e adesso ha avviato una campagna con il seguente titolo: “Disdici il canone Tv”. Sottotitolo: “per ristabilire la legalità”. Secondo l’Aduc le istituzioni, in questo caso, non rispettano la legge e la Rai ne approfitta. Aduc informa i consumatori su come fare per disdire il Canone Rai. Si parte dalla compilazione di un modulo che è possibile visionare al seguente indirizzo:http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40168
Così facendo si disdice il Canone e si avvia la richiesta di suggellamento della propria tv. Ci si impegna, quindi, a non guardare i programmi tv. Se la richiesta viene eseguita entro il 2010, il Canone per il 2011 non sarà dovuto.
A quanto pare, secondo un recente rapporto di Akamai, la grande rete gode di ottima salute. Il rapporto di Akamai si riferisci, nello specifico, al proprio settore di competenza e cioè alla velocità, traffico e adozione delle connessioni broadband.
Utilizzando i milioni di dati che passano sulle sue reti, Akamai, riesce a delineare un rapporto veritiero sullo stato della rete. Un dato importante è, per esempio, che la rete è più veloce di due anni fa del 13%. La velocità della connessione media cresce sempre di più e Akamai dichiara: "La velocità di connessione media di 1,7 Mbps lo porta di nuovo a un livello coerente con il primo quarto del 2009".
La classifica dei 10 paesi più veloci: dopo la Corea seguono Giappone (7,9Mbps di media e incremento dell'11 per cento), Hong Kong (7,6Mbps e +13), Romania (6,2Mbps e +12), Svezia (5,7Mbps e +6,2), Irlanda (5,3Mbps e un clamoroso +73 per cento), Paesi Bassi, Svizzera, Danimarca e Repubblica Ceca.
Gli USA, inventori della rete, sono solo al 18 posto con una velocità di connessione media di 3,9 Mbps. L'Italia ancora peggio. Appare solo nella classifica, al quinto posto, dei paesi che hanno fatto registrare il maggior numero di attacchi telematici.
Non c'è che dire: ci facciamo sempre riconoscere!
Mattew è diventato un protagonista del web. Il suo video è uno dei più visti su Youtube. Ma cosa fa di speciale? Semplice, si fa tatuare degli occhiali in faccia. A prima vista il tatuaggio sembra reale, di quelli indelebili. In rete le domande sorgono spontanee: è un ragazzo che ha fatto uso di stupefacenti o un'abile mossa di viral marketing.
Il dubbio della mossa di marketing sorge per il fatto che la marca degli occhiali viene spesso menzionata nei siti web che parlano di Mattew. In questo caso è meglio evitare di fare il nome della marca
. Se siete proprio curiosi fatevi un giro sul web e la troverete immediatamente. In ogni caso questa ipotesi giustificherebbe il gesto.
Se invece non è una mossa di marketing...Cosa ti sei fumato Mattew?
Google cresce giorno dopo giorno e così anche il suo bisogno di energia. Il gigante statunitense ha chiesto alla Federal Energy Regulatory Commission, l'approvazione per vendere e comprare energia e, quindi, di entrare a pieno titolo nel settore dell'energia, proprio come fanno i grandi utily e i trader di energia.
Questo passaggio si è reso obbligatorio per poter gestire al meglio le proprie esigenze e, sicuramente, per offrire un maggior accesso alle energie rinnovabili. Grande Google, un esempio di impresa che fa impallidire perfino Microsoft.
Guai in vista per Microsoft: una piccola società di St. Louis, Bing! Information Design LLC, ha portato Microsoft in tribunale per l'uso del marchio Bing. Microsoft non avrebbe il diritto di utilizzare il marchio Bing e, secondo i legali della società in questione, avrebbe trasgredito la legge con i seguenti reati: infrazione di marchio e competizione sleale. Per definire il tutto bisogna verificare l'anno in cui il marchio è stato depositato e l'effettivo utilizzo dello stesso.
La società di St.Louis afferma di aver il diritto di continuare ad utilizzare il marchio come ha sempre fatto dal 2000, anno in cui il fu effettuata la richiesta di registrazione presso gli appositi uffici. C'è da dire che Microsoft è impassibile: non da peso alla denuncia e sostiene che il pericolo di confusione tra i marchi non sussiste.
Ovviamente per Bing (piccola società) l'occasione è buona, anzi, oserei dire, da non perdere. Ottenere una così grande pubblicità non potrà che portare benefici alle sue entrate finanziarie.
Al Decreto Sviluppo n.231 del 2001 sono state effettuate delle aggiunte e, per questo motivo, cambieranno molte cose, sicuramente in peggio.
Da ora in poi una persona potrà essere condannata, sia in sede civile che penale, se registrerà un nome a dominio che già esiste e che magari appartiene ad un marchio registrato.
Il Decreto, all'art 15, dice che: "Tutela penale dei segni distintivi" modifica l'art 473 del codice penale che recita ora così "Art. 473. - (Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni). - Chiunque, potendo conoscere dell'esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000".
Tutto il necessario per vivere un'esperienza ottimale di navigazione? Lo fornisce Google! Ecco un interessante articolo.
Google fa anche il DNS
Tutto ciò di cui ha bisogno un navigatore racchiuso in una sola G. Dall'email, al search, dalle news alla risoluzione dei domini: ormai tutto transita per le strade digitali di Mountain View
Roma - Nel corso della sua storia in Rete, Google è divenuta un punto d'approdo quotidiano per la stragrande maggioranza dei netizen in cerca di una Rosa dei Venti del Web. Conscio di questo ruolo, il polimorfo colosso di Mountain View ha deciso di diventare anche un sistema di risoluzione DNS denominato GoogleDNS, in alternativa a quelli che generalmente sono servizi di cui si fanno carico i provider.
Google stringerà sempre più vicino a sè gli utenti che opteranno per i suoi DNS e migliorerà, sostengono dal Googleplex, le prestazioni della Rete stessa. Una prospettiva simile permetterebbe a Google di avvicinarsi ancora di più alla stanza dei bottoni del Web: le attività di ogni signolo user passeranno sotto l'occhio di BigG, che però ha garantito la propria neutralità.
Non tutti sembrano però gradire questa ennesima velleità di Google. Oltre alle scontate preoccupazioni espresse dal fondatore di OpenDNS David Ulevitch, che ha sottolineato le differenze sostanziale fra i due servizi, anche altri addetti ai lavori hanno lesinato entusiasmo di fronte a questa novità. BigG immagazzinerà infatti, anche se solo temporaneamente, gli indirizzi IP degli utenti "per velocizzare il servizio".
In teoria Google potrebbe quindi tranquillamente acquisire enormi quantità di informazioni, studiare i movimenti di chi usa GoogleDNS e utilizzare i risultati per lanciare campagne pubblicitarie ad hoc. Almeno per ora questa eventualità non si dovrebbe verificare poiché è stata proprio la Grande G a promettere la massima trasparenza sul trattamento dei dati personali: una promessa che sarà bene mantenere vista la ribalta concessa nell'ultimo periodo a importanti questioni che riguardano la privacy dei cittadini.
Giorgio Pontico
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E' quasi sicuro, il "vecchio" pc desktop è destinato alla pensione. Il computer del futuro è piccolo, forse piccolissimo. Lo dicono le stime delle vendite di personal computer fissi, notebook e netbook. I consumatori si orientano sempre di più verso prodotti mobili e vanno pazzi per i pc "tascabili". Tre società statunitensi hanno condotto delle ricerche di mercato che parlano chiaro (www.gartner.com).
Le società in questione hanno analizzato il mercato mondiale dei desktop, dei notebook e dei netbook e i dati parlano chiaro: il classico pc da scrivania è in netta discesa e nel corso del 2009 potrebbe scendere di un altrettanto 18%, passando da 151 milioni di pezzi venduti a poco più di 124 milioni. Il sorpasso dei pc portatili è alle porte!
Il motivo? Si ha la comodità di portare ovunque il pc e, oramai, le prestazioni possono essere identiche!
Yahoo fa dei passi indietro, mentre il search di Google e Bing cresce. E' arrivata l'ora del tramonto?
Roma - Sono recentemente apparsi, freschi d'analisi, i risultati di ComScore relativi all'andamento del mercato del search, precisamente per il periodo che va dallo scorso settembre allo scorso ottobre. Chi continua a guardare tutti dall'alto in basso è ovviamente Google, sinora dominatore incontrastato del territorio delle ricerche online. Il search engine di BigG ha guadagnato mezzo punto di market share a partire dalla fine dell'estate scorsa.
Google continua a giganteggiare, dunque, forte di una fetta di mercato pari al 65,4 per cento, sensibilmente maggiore del 64,9 registrato a settembre. A seguire, c'è il motore di Yahoo! che invece ha subito una perdita consistente, precisamente quantificata in 0,8 punti di share. Ad ottobre, l'azienda viola di Sunnyvale ha registrato una preoccupante discesa del suo search engine, dal 18,8 al 18 per cento.
E sembra che i punti persi da Yahoo! siano stati prontamente raccolti da Microsoft, che ha visto il suo motore di ricerca in ascesa relativamente agli ultimi due mesi trascorsi. Bing è salito in classifica, di 0,5 punti di share (come quelli di Google), passando da una fetta di mercato pari al 9,4 per cento ad una leggermente più saporita porzione del 9,9 per cento. La situazione non pare migliorare per quanto riguarda le ricerche totali sul web, cresciute comunque del 3 per cento nei due mesi presi in considerazione da ComScore.
Le ricerche effettuate tramite Google sono aumentate del 5 per cento, ma Bing ha fatto di meglio, crescendo dell'8 per cento. Yahoo! è andato giù anche qui, precisamente di un punto percentuale. Microsoft si è rivelata pronta a raccogliere le briciole lasciate da Yahoo! nell'ultimo periodo, mentre ora è stato annunciato che lo storico patto tra i due giganti dell'IT potrebbe venire firmato entro la fine della settimana.
Mauro Vecchio
Google sta facendo esperimenti con un nuovo linguaggio di programmazione e adesso rende pubblici i risultati: velocità e molti progetti futuri. Di seguito l'estratto di un interessante articolo di Punto-Informatico.
Roma - A Google, si sa, sta particolarmente a cuore la velocità di esecuzione di appliance e programmi: e per tale motivo la società non lesina sulla distribuzione di strumenti di sviluppo ad alto tasso di ottimizzazione. Dalla realizzazione di tool specifici a un vero e proprio linguaggio di programmazione il passo può essere breve, e infatti Go sta lì a dimostrare gli sforzi compiuti da Google durante gli ultimi due anni nel tentativo di rendere più facile la vita agli sviluppatori.
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