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D-Link condannata: ha violato la GPL
Un tribunale tedesco ha condannato l'azienda per violazione della licenza open. Una magrissima vittoria per i difensori di GPL: il produttore d'interfacce di rete dovrà pagare una risarcimento danni di soli 300 euro

Francoforte - Nuova vittoria per l'associazione GPL-Violations Project, un gruppo di esperti a caccia di aziende che utilizzano impropriamente ed in maniera commerciale il software coperto dalla General Public Licence: un tribunale tedesco ha condannato D-Link, noto produttore d'interfacce di rete, al pagamento di un risarcimento danni a favore dell'associazione.

Sebbene l'episodio ribadisca per l'ennesima volta la validità legale della GPL, per gli attivisti di GPL-Violations Project si tratta di una magra vittoria: D-Link pagherà il rimborso delle spese processuali dell'associazione e, seguendo gli ordini del giudice, pagherà appena 300 euro come "riparazione" per i danni causati. L'azienda ha infatti commercializzato un dispositivo di rete, chiamato DSM-G600, che includeva alcune tecnologie protette da licenza GPL, abusando così della stessa.

Herald Welte, fautore dell'assalto legale contro D-Link, ha dichiarato che "si tratta di una vittoria netta e D-Link dovrebbe ritenersi fortunata perché ci siamo limitati ad una richiesta veramente esigua di denaro, senza spingerci oltre le nostre spese processuali". I portavoce dell'azienda si sono riservati il diritto di non rilasciare commenti sull'accaduto. In base al verdetto, D-Link dovrà riprogettare il dispositivo DSM-G600 per evitare violazioni di tecnologie GPL.

Inizialmente D-Link, secondo le dichiarazioni di Welte, "ha fatto di tutto per negare la validità legale di GPL" ed ha cercato di fare intendere che "le tecnologie utilizzate all'interno del DSM-600 fossero tutte proprietarie".

Se dal punto di vista giudiziario le cose sembrano filare liscio, invece la strada di GNU GPL verso la sua nuova versione, la cosiddetta GPLv3, appare tutta in salita.

Alcuni programmatori del kernel GNU Linux sono tornati a sollevare preoccupazioni per la pericolosità della nuova versione della licenza. In un articolo pubblicato su LWN, gli sviluppatori si dicono convinti che la GPLv3 vada riscritta, checché ne pensi Richard Stallman, fondatore di Free Software Foundation, la "mamma" della GPL.

Tommaso Lombardi

Fonte: Punto-informatico.it

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