Roma - Chi l'ha detto che per
avere un'interfaccia multitouch, che va tanto
di moda, si debbano per forza sborsare
un mucchio di quattrini? Non ci sono
solo Surface,
iPhone e i loro concorrenti: per costruirsi
il proprio schermo magico bastano pochi componenti
hardware e un kit appositamente realizzato.
A produrlo hanno pensato gli ingegneri di Eyebeam,
un gruppo di eclettici artisti-tecnici o tecnici-artisti
di stanza a New York, che da un'idea hanno tirato
fuori un vero e proprio prodotto completo e
open source.
L'idea è di fornire gli
elementi di base per la creazione
di una piattaforma di sviluppo: mettendo
a disposizione gli schemi hardware e software
per realizzare il proprio schermo multitouch,
si invita a costruire un prodotto economico
e alla portata di tutti, ma si creano anche
i presupposti per consentire a volenterosi
tecnici in vena di sperimentare, di allargare
il proprio bagaglio di conoscenze, di creare
nuovi contenuti per una interfaccia multipiattaforma.
A differenza delle soluzioni in commercio
come Surface o iPhone, il tavolino multitouch
di Eyebeam, chiamato Cubit,
è modulare e compatibile con
Mac OS X, Linux e Windows. Il risultato
non sarà perfezionato come il prodotto
di Microsoft o raffinato come quello Apple:
una sola telecamera interna contro le cinque
di Surface, niente dispositivo di retroproiezione
per rappresentare sfondi e interfacce avanzate
sullo schermo. Ma il risultato, per disegnare,
giocare o semplicemente interagire con la
macchina, è praticamente lo stesso.
Il costo complessivo di questo tipo di prodotto
non è che una frazione di quello
commerciale: con circa 650 euro
si riesce a completare un mini-tavolino
multitouch, comprensivo dell'hardware necessario
e del kit messo a disposizione da Eyebeam.
Quest'ultimo contiene, tra l'altro, una
superficie plastica particolare, ideale
secondo i tecnici per essere impiegata come
schermo interattivo. Ma nulla vieta di utilizzare
qualsiasi altro materiale si desideri, anche
se il risultato potrebbe variare.
Le idee alternative non mancano, come dimostrano
le
creazioni di Johnny Chung Lee, studente
della Carnegie
Mellon University. Nell'esempio mostrato
nel video, Johnny si è divertito
a sfruttare una Wii per realizzare
una sorta di lavagna elettronica,
che all'occorrenza è in grado di
gestire fino a 4 impulsi. Non è un
vero multitouch, ma poco ci manca.
In ogni caso, la tecnologia che consente
la creazione di interfacce manuali sembra
stia guadagnando popolarità piuttosto
in fretta. In un circolo virtuoso
in cui il costo dell'hardware diminuisce
e gli utenti si scambiano online consigli
e suggerimenti per soluzioni home-made,
fiorisce la cultura dell'hardware
open source. "Quello a cui stiamo assistendo
è l'impegno di un gruppo di hacker
per realizzare quanto già accade
nel mondo del software" spiega
Tim Ò Reilly: più saranno gli appassionati
al lavoro, maggiori saranno le
speranze di veder fiorire quanto prima soluzioni
originali e alla portata di tutti.
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