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Costi di ricarica, indagine chiusa
Autorità TLC e Autorità Antitrust giungono finalmente alla conclusione dell'indagine sui veri costi della telefonia mobile per gli italiani

Roma - Se tutto andrà come previsto, oggi le autorità preposte al controllo sul mercato delle telecomunicazioni e sulla concorrenza formalizzeranno la conclusione di una delle indagini sui reali costi della telefonia mobile in Italia più attese degli ultimi tempi.

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avevano iniziato a lavorare sui costi di ricarica, in sostanza i costi aggiuntivi imposti dagli operatori agli utenti che comprano minuti di servizio, grazie ad una clamorosa iniziativa, quella dell'ormai celeberrima petizione contro i costi di ricarica promossa dallo studente ischitano Andrea D'Ambra.

La petizione (che ormai fa rotta verso le 700mila firme) e la contestuale segnalazione alle autorità europee della situazione tutta italiana, aveva interessato la Commissione Europea, spingendo anche le associazioni dei consumatori ad un tardivo impegno su questo fronte incandescente. Tanto caldo da indurre appunto le authority a indagare.

L'attesa di utenti e consumatori potrebbe dunque trovare soddisfazione o delusione, a seconda degli esiti di questa indagine. Da un lato ci sono le centinaia di migliaia di italiani che chiedono l'abolizione per legge di quei costi (che si ripercuotono di fatto sui reali costi dei servizi di telefonia), dall'altro vi sono gli operatori, secondo cui si tratta di entrate necessarie a garantire le funzionalità del servizio.

In arrivo oggi, dunque, un rapporto di un centinaio di pagine "sulla base del quale - riferisce l'ANSA - probabilmente la prossima settimana il Consiglio dell'Autorità per le TLC potrebbe prendere delle decisioni". Tra le ipotesi auspicate dagli utenti, l'abolizione totale dei costi di ricarica.

In una nota diramata ieri pomeriggio, Adusbef e Federconsumatori "auspicano che l'Autorità per le Tlc e l'Antitrust sanzionino i comportamenti di cartello delle aziende telefoniche (TIM, VODAFONE, WIND, H3G) che all'unisono, praticando le stesse politiche commerciali, soltanto in Italia, fanno pagare salati costi di ricarica per le schede prepagate dei telefonini".

D.B.

Fonte: Punto-informatico.it

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