Roma - Sapete cos'è la
TV ad Alta Definizione? Siete sicuri? Attenzione
perché se non avete un quadro chiaro
sull'argomento rischiate di fare brutti affari
per Natale, magari comprando un nuovo televisore
nella speranza che sia il "massimo",
ritrovandovi poi con un prodotto già
vecchio o, ancor peggio, inutile.
Credo che tutti sappiano rispondere
alla domanda di base su cosa sia l'alta definizione.
Avere una definizione più alta significa
vedere o percepire meglio quello che ci viene
presentato. È vero per qualsiasi cosa:
libri, foto e per i video. Quindi, se ci viene
chiesto cosa sia una televisione ad alta definizione,
la prima risposta istintiva è: "una
televisione che si vede meglio". Ed è
questa semplice associazione che ha ingannato
molti, permettendo ai produttori di televisori,
e ad i venditori di fumo in quasi tutti i
negozi di elettrodomestici, di vendere alla
gente niente più che un sogno. Sì,
perché la vera verità è
che di alte definizioni ne esistono più
di una e, soprattutto, che per vedere meglio
non basta avere un adesivo con scritto HD
appiccicato sul televisore. Cerchiamo di capirci
di più, facendo chiarezza su quello
che è veramente l'alta definizione
e provando a tracciare uno scenario evolutivo
per questa tecnologia.
Alta definizione, innanzi tutto,
significa veramente vedere meglio. La nostra
TV ha sempre trasmesso, da 50 anni a questa
parte, in una risoluzione chiamata 576i, ovvero
con 576 linee mostrate sul nostro televisore
in modalità interlacciata (da cui la
"i"). Per "interlacciata"
si intende una immagine che si compone della
sovrapposizione rapidissima di due differenti
"piani", uno contenente solo le
righe pari e l'altro le righe dispari. Sovrapponendoli
rapidamente si ha l'impressione, netta ed
inequivocabile, di una unica immagine in movimento.
Alternativamente, una immagine può
essere trasmessa anche in modalità
cosiddetta "progressiva", ovvero
tutta d'un pezzo e quindi non spezzata in
due piani ma trasmessa di seguito, progressivamente.
Non voglio scendere oltre nei dettagli tecnici
dei sistemi di trasmissione TV. Basti sapere
che a parità di risoluzione "progressivo"
è meglio di "interlacciato"
come resa qualitativa dell'immagine. La nostra
televisione quindi viene trasmessa in modalità
576i con una risoluzione che corrisponde a
720 x 576 pixel. E fin qui siamo al "classico".
Passando all'alta definizione, le cose si
complicano perché ci sono ben 3 formati
commercialmente noti.
La guerra dei formati
Due purtroppo sono stati appiattiti dentro
il poco chiaro, ma molto noto marchio "HD
Ready". La quantità di televisori
che riportano la scritta "HD Ready"
è ormai elevatissima. Ma che significa
"HD Ready"? Pronta per l'alta definizione:
chi compra si aspetta quindi di avere un tv
color capace di ricevere e visualizzare un
segnale di migliore qualità.
Bisogna fare attenzione, perché
l'HD Ready deve supportare la modalità
720p (dove "p" sta per progressivo)
e può supportare la modalità
1080i. Può supportare perché
non è detto che lo faccia: non tutti
i televisori hanno questa seconda opzione,
anche se generalmente è presente. Attenzione,
perché anche qui l'apparenza può
ingannare: tra la modalità 720p con
risoluzione a 1280 x 720, e quella 1080i con
risoluzione 1920 x 1080, c'è una grande
differenza. Come abbiamo già detto,
però, la modalità "progressiva"
è meglio di quella "interlacciata"
e per certe tipologie di contenuti, tipo lo
sport, vedere in modalità 720p è
preferibile che veder in 1080i. Ecco perché
le due modalità sono state accoppiate,
perché in realtà sono parte
di una stessa famiglia di "quasi HD".
Sì, perché il
vero significato che bisognerebbe dare al
termine "HD Ready" è di "Quasi
HD". L'alta definizione, quella vera,
quella che si vede bene, è un'altra
e si chiama 1080p o "Full HD". La
modalità 1080p è una risoluzione
1920x1080 in modalità progressiva.
Il massimo che si possa avere. E l'HD 1080p
è veramente impressionate. Vedere un
contenuto girato e trasmesso a 1080p su un
tv color predisposto è veramente un'esperienza
nuova di televisione. Ma la vera HD non può
essere vista sui televisori "HD Ready".
Forse quell'etichetta, quella definizione
è stata data con un occhio più
rivolto al marketing che ai consumatori. Il
popolo degli acquirenti dei Plasma o LCD 42
o 50 pollici "HD Ready" come si
sente adesso, sa forse che l'alta definizione
è un'altra cosa? Per capire meglio
la grandissima differenza tra le varie modalità
basta fare attenzione al numero di pixel che
riescono a rappresentare, il vero fattore
discriminante:
720p = 922,000 pixels / frame
1080i = 1,037,000 pixels / frame
1080p = 2,074,000 pixels / frame
Come si vede le due modalità
720p e 1080i sono molto vicine per numero
di pixel espressi, mentre il 1080p è
veramente un altro mondo. Attenzione, questo
non significa che i televisori "HD Ready"
siano tutti da buttare. La realtà forse
è drammaticamente un'altra: i televisori
HD oggi non servono praticamente a niente.
Per vedere in HD è necessario avere
una sorgente HD, altrimenti siamo sempre alla
vecchia cara risoluzione. Di sorgenti potenziali
HD ce sono tre.
La prima è il broadcasting,
la televisione che viene trasmessa. Ci sono
quindi i DVD ed infine i videogiochi. Partiamo
da questi ultimi, parlando naturalmente delle
console cosiddette "next gen" ovvero
ultime nate.
PlayStation 3 è l'unica che supporta
l'HD a 1080p, sia per i film che potremo vedere
con il lettore Blu-Ray, sia per i videogiochi.
XBOX 360 supporta l'HD Ready, mentre il Nintendo
Wii addirittura si ferma al 576i. Quindi,
per quanto riguarda il mondo dei videogiochi
per i prossimi 5 anni, solo i fortunati possessori
delle costosissima e lontana a venire PS3
potranno godersi il 1080p.
Per tutti gli altri "next
gen" c'è da aspettare la prossima
generazione ancora. Per quanto riguarda invece
i nuovi DVD, che stanno provando a proporre
alle masse, sia il formato HD DVD che il Blu
Ray supportano il 1080p, così come
tutti gli altri formati HD. Peccato che non
tutti i lettori supporteranno il 1080p, ma
soprattutto che la ancora grande incertezza
che circonda questi due standard e la scarsità
di titoli sul mercato offrano rarissime occasioni
per avere materiali di qualità da dare
in pasto ai super plasma.
Molto più interessante
è, invece, la questione dell'alta definizione
legata al broadcasting.
Anche se la prima vera alta
definizione, che nasce in Giappone negli anni
'80, era analogica, la nostra cara vecchia
TV non potrà mai regalarci l'HD: rimarremo
sempre a 576i. L'unica possibilità
di andare in HD è passare al digitale:
Satellite, Digitale Terrestre o, naturalmente,
Net TV.
Partiamo dal satellite, l'unica
vera offerta esistente. In Italia satellite
è quasi solo sinonimo di SKY che non
ha mancato di aggiornare la sua offerta per
fornire, per il momento, solo quattro canali
in alta definizione: sport, nationl geographic,
cinema, e un nuovo canale chiamato Next. Per
ricevere questi canali l'abbonato SKY deve
pagare un supplemento e prendere il set-top-box
HD che supporta esclusivamente segnali in
modalità 720p e 1080i. Niente full
HD quindi, che comunque non sarebbe possibile
avere per la maggior parte dei contenuti televisivi.
Anche quelli importati dagli USA, pur oramai
girati da tempo direttamente in 1080p, vengono
distribuiti al massimo in modalità
interlacciata.
L'altra grande piattaforma che
in Italia potrebbe distribuire l'alta definizione
è il tanto chiacchierato Digitale Terrestre.
Se ci si pensa, d'altra parte una trasmissione
DTT non è altro che un flusso dati
digitale a 24Mbs, un'ampiezza di banda più
che sufficiente per l'HD, non però
senza conseguenze.
Un esperimento interessante
in questo senso è stato fatto in Inghilterra
nello scorso mese di giugno durante i Campionati
del Mondo di Calcio. Nell'area di Londra sono
state trasmesse tutte le partite dei mondiali
in alta definizione su un segnale digitale
terrestre.
Sono state a questo scopo selezionate
450 famiglie alle quali è stato fornito
uno "speciale" set-top-box fornito
da ADB, in grado di ricevere un segnale codificato
con l'ultimo nato tra gli algoritmi di compressione
video, l'H264. È stata scelta questa
soluzione perché il tema dell'ottimizzazione
della banda è centrale nel cercare
di ricavare dal digitale terrestre un offerta
HD. Per il test londinese è stata affittata
per la durata di 1 anno una nuova frequenza
terrestre che è stata interamente dedicata
allo scopo. Ben 20Mbits sono stati infatti
utilizzati per le trasmissioni, che sono state
effettuate in varie modalità per provare
la risposta del pubblico.
Si è andati dai 19.5Mbps
per una trasmissione in modalità 1080i
(1440x1080) arrivando a 14.3Mbps per una trasmissione
in modalità 720p (1280x720). La risposta
del campione è stata molto positiva.
Oltre il 70% dopo aver provato l'esperienza
ha definito l'alta definizione un pezzo importante
per la televisione del futuro. Peccato per
l'enorme richiesta di banda. Anche con trasmissioni
codificate in MPG4 H.264 non si è riusciti
a scendere oltre il 14Mbs, la qual cosa rende
molto poco probabile l'avere più di
un canale ad alta definizione per ogni multiplex.
La situazione italiana, purtroppo,
è ancora più preoccupante perché
tutti i set-top-box presenti in Italia sono
in grado di decodificare esclusivamente segnali
codificati nell'ormai obsoleto MPEG2. Come
è noto, l'MPEG2 ha un capacità
di compressione nettamente inferiore al suo
rivale più giovane. In modalità
1080i l'MPEG2 arriva a saturare quasi tutta
la banda di una singola frequenza DTT, mentre,
come abbiamo visto, con l'MPEG4 si può
arrivare quasi a due canali. Il digitale terrestre
si trova quindi in Italia stretto in una morsa
particolarmente pericolosa: come piattaforma
digitale potrebbe essere una eccezionale alternativa
al satellite per offrire programmi ad alta
definizione, trovando quindi un altro motivo
razionale molto importante a giustificare
la sua esistenza. Purtroppo l'attuale sistema
trasmissivo ed il parco box in circolazione
renderà molto difficile la partenza
di canali HD, che andrebbero pericolosamente
a rosicchiare capacità trasmissiva
alla reti "canoniche". È
un po' un cane che si morde la coda: la scarsezza
di telespettatori "HD Ready" non
permette al DTT di giustificare un passaggio
così importante. L'assenza di offerta,
d'altra parte, limita fortemente gli acquisti.
Ultima piattaforma che può
offrire un'offerta ad alta definizione è
quella della Net TV, la nostra preferita.
In questo caso dobbiamo considerare la Net
TV solo nella sua accezione "non lineare"
e quindi per un tipo di fruizione "on-demand"
del contenuto. Il Podcasting Video è
l'esempio più emblematico di Net TV.
In questa modalità lo spettatore non
vede "in diretta", ma sceglie cosa
vuole vedere e lo scarica o, meglio, si abbona
al Podcast Video per ricevere in automatico
tutte le nuove puntate trasmesse. Contenuti
di questo tipo possono essere distribuiti
in alta definizione.
Apple, ad esempio, già
distribuisce per la maggior parte dei trailer
cinematografici una versione HD, spesso in
modalità 1080p. Sono pensati per essere
visti con un PC, con QuickTime 7 in grado
di decodificare MPEG4 H264, e prevalentemente
su un monitor di computer che ormai ha una
risoluzione molto simile a quella dal full
HD, se non superiore. Lo spettacolo, per chi
lo può vedere, è veramente entusiasmante.
È ragionevole pensare
che anche il prossimo nascituro iPod per la
TV chiamato per ora iTV, che Apple farà
uscire nei prossimi mesi, abbia, oltre la
già nota porta HDMI, anche il supporto
a livello software per H264 e per l'HD. Questo
potrebbe portare con grande rapidità
molti contenuti distribuiti in rete in HD
direttamente ad essere visualizzati sui super
plasma 1080p.
Qualcuno, naturalmente, sta
già provando a montare sopra questa
nuova opportunità un modello di business.
Dal servizio online Liberated Films, una sorta
di YouTube dedicata ai cortometraggi, gli
utenti possono vedere gratuitamente ma in
"standard definition" i film presenti.
Chi vuole godersi l'alta definizione deve
pagare.
Tante invece cominciano ad essere
le offerte di contenuti digitali in alta definizione,
ai margini però della Net TV. Microsoft
ad esempio con il suo Live! Marketplace permette
da questo mese di comprare online film da
scaricare e vedere direttamente sul XBOX 360.
Qui l'HD, come sappiamo, è limitata
a 1080i e con l'XBOX il mondo dei Podcasting
Video è precluso.
Channel 4 in UK con il servizio
4oD, Wal-mart negli USA, fino ad arrivare
ad iTunes di Apple, sono tutti servizi di
download di contenuti digitali che offrono
un alternativa HD per alcuni titoli.
Che siano contenuti generati
dagli utenti, o da piccole produzioni, o blockbuster
distribuiti dai grandi nomi, comunque la rete
sembra essere una piattaforma molto promettente
proprio per far decollare l'HD. Paradossalmente,
è la piattaforma che ha meno problemi
di banda. Il progressivo passaggio all'utilizzo
del protocollo P2P anche da parte della "major"
della distribuzione online, garantirà
a questa piattaforma una capacità trasmissiva
senza eguali.
Sarà interessante vedere
come ed in che tempi evolveranno questi scenari.
Per il momento, per questo Natale, la scelta
forse più saggia è quella di
rimanere a guardare.
Tommaso Tessarolo
Il
blog di T.T.
Fonte: Punto-informatico.it
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