Roma - È stato adottato
dall'Authority TLC il nuovo regolamento "per
la tutela degli utenti in materia di contratti
a distanza conclusi per la fornitura di servizi
di comunicazione elettronica". Sono i
contratti stipulati telefonicamente, di cui
molto si è parlato negli ultimi tempi
a causa di alcune pratiche condotte in modo
disinvolto da alcuni call center, che assegnavano
(e addebitavano) agli utenti molti servizi
non richiesti.
Il comunicato Agcom che annuncia
il nuovo regolamento ne delinea le finalità:
"Maggiore trasparenza e certezza giuridica
sono, ad avviso dell'Autorità, indispensabili
per questo tipo di contratti, ai quali si
accompagna spesso l'attivazione di servizi
supplementari non richiesti da parte del consumatore
o la modificazione delle condizioni inizialmente
pattuite". Le nuove misure nascono sia
dalla consultazione pubblica varata da Agcom
che dalle audizioni con gli operatori e nasce
"sulla scorta delle disposizioni contenute
nel Codice di Consumo e del Codice delle Comunicazioni".
Il tutto per disciplinare "i contratti
a distanza nelle diverse fasi della loro stipula
(proposta - informazione - contatto - perfezionamento
mediante acquisizione del consenso informato)".
Ecco i nuovi obblighi-tutele:
- l'operatore deve fornire al
potenziale cliente, in caso di proposta telefonica,
precise informazioni riguardo al proponente,
alla società per conto della quale
avviene il contatto telefonico, allo scopo
del contatto telefonico nonché, in
caso di in equivoca volontà di adesione
alla proposta manifestata, il numero assegnato
alla relativa pratica;
- il cliente deve avere certezza
giuridica dell'avvenuta conclusione del contratto,
mediante l'acquisizione del consenso informato
con la registrazione integrale della conversazione
telefonica, e l'invio al recapito indicato
dall'utente di uno specifico modulo di conferma,
non oltre lo stesso giorno in cui il contratto
inizia a esplicare i suoi effetti;
- prevista una specifica garanzia
di regolarità e continuità nell'erogazione
del servizio mediante il divieto assoluto
di sospensione dello stesso a fronte del mancato
o ritardato pagamento;
- il divieto di fornire beni
o servizi di comunicazione elettronica diversi
da quelli espressamente concordati; nel caso
ciò avvenga, gli operatori dovranno
provvedere a loro spese al ripristino delle
condizioni preesistenti, mentre nessun corrispettivo
potrà essere addebitato al cliente.
Le nuove regole sono in grado
di soddisfare utenti e consumatori?
Il Movimento Difesa del Cittadino
risponde di sì, ma l'avv. Francesco
Luongo, responsabile dell'associazione per
le TLC, puntualizza alcuni aspetti: "Certo
è paradossale che nonostante il Codice
del Consumo avesse già stabilito le
regole per la stipula dei contratti nel settore
della telefonia, sia stato necessario un intervento
dell'Autorità. Dopo l'emanazione di
questa delibera, il Movimento sarà
molto attento nel verificare che le compagnie
telefoniche rispettino alla lettera le norme
di trasparenza nell'informazione. Si tratta
di regole stabilite dal Codice delle comunicazione
elettroniche, rafforzate dagli ulteriori adempimenti
stabiliti a carico delle aziende dalla delibera".
Ovviamente ci vuole collaborazione
- ossia più attenzione - anche da parte
degli utenti: "I consumatori - sottolinea
Luongo - dovranno prestare attenzione a non
accettare proposte telefoniche di contratti
per beni o servizi, in quanto la registrazione
comporterà in qualche modo una conferma
del contratto. Dopo il pervenimento del modulo
di conferma dell'ordine svolto, i consumatori
avranno 10 giorni per esercitare il diritto
di recesso con raccomandata con ricevuta di
ritorno".
L'Autorità ha inoltre
ricordato che le sanzioni previste per la
mancata osservanza delle disposizioni regolamentari,
che saranno pubblicate sul sito web dell'Agcom,
variano da un minimo di 58.000 a un massimo
di 2.500.000 euro.
"Sicuramente - conclude
Luongo - l'aspetto più positivo della
delibera dell'Authority è quello relativo
alle tanto invocate sanzioni a carico di chi
attiva servizi non richiesti. I consumatori
che si vedranno recapitare telefoni oppure
attivare servizi telefonici mai richiesti
dovranno immediatamente denunciare l'accaduto
alla Agcom oppure alle sedi dell'associazione
che provvederanno ad inoltrare la denuncia
all'Autorità per le sanzioni".
Rimane guardinga anche ADUC,
per la quale si esprime il consigliere Domenico
Murrone, che ritiene che i provvedimenti vadano
nella giusta direzione, ma "visto l'esempio
che gli operatori telefonici hanno dato negli
anni è possibile che trovino il modo
di rendere vane le nuove regole".
"D'altronde - ricorda Murrone
- l'Agcom aveva tentato di risolvere la pandemia
delle attivazioni non richieste o non conformi
già quattro anni fa: un comunicato
stampa del 3 ottobre 2002 era titolato "Servizi
non richiesti: disponibile sul sito dell'Autorità
il modello per le denunce" (...) Le denunce
sono arrivate, ma il problema si è
incancrenito".
"Per evitare il ripetersi
di un nuovo buco nell'acqua - continua ADUC
- suggeriamo all'Agcom di puntare sui consumatori
e dar loro la possibilità di autotutelarsi.
Utili allo scopo sarebbero periodiche campagne
informative su radio, tv, internet e giornali;
campagne che raggiungano tutti i soggetti
coinvolti, anche quelli abitualmente meno
informati (gli anziani, per esempio) e per
questo più colpiti da queste attivazioni
truffaldine. Campagne in cui sia chiaro che
il diritto di recesso non vale per i contratti
con partita Iva, che lo stesso recesso va
esercitato esclusivamente tramite raccomandata
a/r, comunicando l'indirizzo fisico e Internet
dell'Agcom, ecc".
"Infine - conclude l'associazione
- chiediamo all'Autorità di chiarire
cosa implica il nuovo regolamento rispetto
ai contenziosi già in essere, che sono
migliaia".
Dario Bonacina
Fonte: Punto-informatico.it
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