Roma - Caserta, Napoli, Salerno,
Pescara, Roma, Genova, Torino e Trieste: queste
le prime città interessate, dal 4 novembre
in poi, ad una grande manifestazione nazionale
dal nome emblematico di Adunanza Digitale
2006, un evento studiato per dare l'occasione
di sviluppare una coscienza critica attorno
alle nuove tecnologie.
L'evento, pensato per estendersi
progressivamente a tutta la Penisola, è
finalizzato - spiegano i promotori - "a
promuovere l'uso cosciente di Internet, la
difesa della privacy, l'implementazione gratuita
del VOIP, spiegazione dei meccanismi dietro
il Trusted Computing, ed in particolare volto
a diffondere e promuovere il software libero
e le tematiche ad esso correlate. In parole
povere, un evento finalizzato ad accrescere
nella gente la consapevolezza dei propri diritti
e a diffondere la conoscenza degli strumenti
che possono essere utilizzati, liberamente,
per esercitarli al meglio".
L'idea nasce dall'Hacklab di
Caserta Hackaserta 8100 e rientra in uno sforzo
profuso da Network Libero, una rete di organizzazioni
che promuovono il software libero e lavorano
alla condivisione di problemi, esperienze
e soluzioni. Sviluppando una collaborazione
con la rivista Neural, Adunanza Digitale si
focalizzerà sui cosiddetti diritti
digitali realizzando "tante Adunanze,
organizzate ciascuna da un diverso gruppo
e tutte collegate in teleconferenza".
Con questa modalità di
partecipazione, destinata a dar vita ad una
sorta di "congresso elettronico"
in continuo sviluppo, sarà possibile
rendere accessibili a tutti a partire dal
sito principale dell'iniziativa "una
serie di contenuti audio e video, come seminari,
workshop e conferenze, che tutte le Adunanze,
dislocate sull'intero territorio nazionale,
condivideranno". "I diversi interventi
- spiega una nota - saranno trasmessi in videoconferenza
in diretta alle adunanze di tutta Italia e
coloro che registreranno un workshop (video,
oppure audio) potranno metterlo in condivisione
sul network di Adunanza Digitale tramite un
portale Bittorrent dedicato allo scambio degli
stessi".
"Troppo spesso - sottolineano
i promotori nel PDF del Manifesto di Adunanza
Digitale - i nostri diritti vengono calpestati
e sminuiti dalle multinazionali alle quali
- ingenuamente - facciamo affidamento per
le operazioni più banali, che intraprendiamo
quotidianamente". "I nostri dati
personali - continuano - valgono oro quando
a volerli sono aziende con interessi pubblicitari,
enti per ricerche di mercato e, perché
no, enti governativi".
Due quindi le strade da percorrere,
secondo i promotori. La prima è la
Conoscenza, acquisendo consapevolezza dei
meccanismi dietro alle scelte di mercato che
influenzano direttamente le libertà
e i diritti dell'individuo dell'era digitale.
La seconda è Take action, ovvero "utilizzare
strumenti che ci assicurino la trasparenza
dei meccanismi del trattamento dei nostri
dati, strumenti che ci diano anche piena libertà
di decidere dove, come, ed in quali condizioni
debbano essere utilizzati. Senza che sia qualcun
altro a decidere per noi".
Si tratta quindi nell'ottica
di Adunanza Digitale di sfruttare le armi
a disposizione del cittadino-utente, a partire
proprio dal software libero, considerato una
"diretta conseguenza di un pensiero che
riconosce nelle persone la libertà
di scegliere cosa usare, come usarlo e modificarlo".
Quello che interessa è
dunque certamente il software libero "e
le forme che esso prende nelle necessità
pratiche di tutti i giorni" ma soprattutto
al centro vi sarà "la filosofia
collaborativa che esso rappresenta".
Il sito ospita una ricca guida
per chi fosse interessato a promuovere una
Adunanza nella propria zona.
Fonte: Punto-informatico.it
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