Gates espone un progetto in
collaborazione con la British Library: i codici
leonardeschi saranno online, ma si apprezzeranno
meglio con Vista
Londra - Location: British Library.
Attorno a Bill Gates fanno da cornice due
schermi sui quali fluttuano immagini, nitide,
estratte dai Codici di Leonardo. Forse il
danzare sugli schermi dei suoi Codici, contestuale
all'annuncio della loro digitalizzazione per
renderli disponibili al pubblico, avrebbe
sorpreso l'ingegno versatile dell'artista-scienziato.
Certo non lo avrebbe sorpreso quanto il profondersi
del patron Microsoft negli elogi del nuovo
sistema operativo Microsoft.
Due codici leonardeschi, riuniti,
online. L'uno, il codice Leicester, o Hammer,
o Gates, che dir si voglia, è stato
acquistato dal padre di Microsoft nel 1994.
Un colpo di testa che ha fatto schizzare la
base d'asta da dieci a trenta milioni di dollari,
oltre settecentomila euro al foglio, per trentasei
fogli ingialliti. Ne sono scaturiti un Cd-rom,
e parecchie polemiche, nel momento in cui
il Victoria and Albert Museum, che già
detiene altri manoscritti leonardeschi, si
è rifiutato di mostrarlo al pubblico,
perché pare che Gates pretendesse misure
di sicurezza degne di un aeroporto.
L'altro, il codice Arundel,
è proprietà della British Library.
Centinaia di fogli affollati da schizzi e
appunti, che spaziano dall'ottica alla matematica,
dai progetti per canalizzare l'Arno a dettagliatissime
descrizioni di prototipi di boccagli per palombari.
"Affiancando questi codici
stiamo realizzando i desideri di Leonardo:
voleva organizzare i suoi codici ma non ne
ha mai avuto la possibilità",
ha proclamato un orgoglioso Gates. Saranno
Microsoft e la biblioteca londinese a perpetuare
l'opera affidata a Franceso Melzi, l'allievo
di Leonardo al quale erano stati affidati
i manoscritti, garantendoli contro furti,
passaggi di proprietà e smarrimenti,
destino del quale sono stati in balia dal
Sedicesimo secolo ad oggi. I codici saranno
disponibili online, gratuitamente, per i prossimi
sei mesi, riporta The Register, per celebrare
il lancio di Vista al pubblico consumer.
Il progetto di digitalizzazione
presso British Library è in corso già
da anni. Si è dimostrato un percorso
lento e irto di ostacoli, ma, quando, dal
2005, Microsoft ha iniziato a collaborare
con software e assistenza per il valore di
duecentomila dollari, l'iniziativa sembra
essere giunta ad una svolta: saranno scansionati
oltre venticinque milioni di pagine, che convergeranno
in una mediateca digitale.
Una svolta ravvisabile anche
nel sistema Turning The Pages, che nella sua
versione 2.0 consente di sfogliare le pagine
di pixel di delicatissimi testi antichi con
un realismo inaudito: lo testimonia il video
postato dalla British Library su YouTube (vedi
in calce).
Sarà possibile apporre
"orecchie" alle pagine di testi
dal valore incommensurabile, confrontarne
le facciate, si potrà godere di immagini
ad alta risoluzione. Si potranno ascoltare
o leggere i commenti degli esperti, nonché
appuntare glosse personali, da condividere
con gli altri. Turning The Pages sembra instaurare
un clima da Repubblica della Scienza, e al
tempo stesso, un clima decisamente duepuntozero.
"È un onore partecipare
ad un progetto che possa migliorare la nostra
comprensione delle idee e dei risultati di
Leonardo", ha dichiarato Gates. Sarà,
però, un privilegio garantito appieno
solo agli utenti di Windows Vista e di Windows
XP con Service Pack 2 e.NET Framework 3.0.
Per gli altri c'è la versione Shockwave.
Ma Clive Izard, a capo dei progetti creativi
della British Library, ha annunciato che l'obiettivo
è di rendere disponibile la loro collezione
al maggior numero di persone, indipendentemente
dal sistema operativo. Gli utenti lo aspettano
al varco.
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