La prima beta di Chrome, scaricabile
da qui, è attualmente disponibile per
la sola piattaforma Windows, ma il team di sviluppo
del programma sta già lavorando alle
versioni per Linux e Mac.
Nonostante il rapporto di collaborazione
che lega Google a Mozilla, per altro appena
esteso al 2011, il motore utilizzato da Chrome
per visualizzare le pagine Web non è
Gecko, bensì WebKit. Sviluppato da
Apple sulla base di KHTML, WebKit viene oggi
considerato dagli esperti uno dei motori di
rendering più efficienti in circolazione,
capace di ben bilanciare performance, conformità
agli standard e affidabilità. Google
aveva già scelto questo stesso componente
per la propria piattaforma mobile Android,
mimando in questo modo le scelte fatte in
precedenza da Nokia per la piattaforma S60,
da Adobe per la tecnologia runtime AIR, e
da Trolltech per il toolkit Qt.
Seppure basato su WebKit, Chrome non ne utilizza
il motore JavaScript: Google gli ha infatti
preferito V8, una macchina virtuale sviluppata
in Danimarca da un gruppo di specialisti ingaggiati
da BigG. I suoi sviluppatori definiscono V8
il più veloce motore JavaScript esistente,
e i benchmark sembrano dargli ampiamente ragione:
nell'esecuzione di codice JavaScript, Chrome
esce vincitore non solo nei confronti di Internet
Explorer 7, Safari 3 e Firefox 3, ma anche
nel testa a testa con la Beta 2 di IE8 e le
versioni nightly di Firefox 3.1 e Safari 4.
Va sottolineato come questi ultimi tre adottino
tutti un nuovo motore JavaScript, motore pubblicizzato
da Mozilla ed Apple come "rivoluzionario".
C'è però chi sostiene che i
motori JavaScript superveloci non bastano,
da soli, a rendere i browser un'efficiente
interfaccia per le web application. Il collo
di bottiglia è infatti spesso rappresentato
dai contenuti Flash, che anche quando non
visualizzati consumano una non trascurabile
porzione di CPU e, talvolta, finiscono per
rallentare l'intero sistema. Purtroppo Chrome
non sembra esente da questo problema, ma è
sicuramente in buona compagnia. Secondo i
test condotti da Peter Svensson, autore dell'articolo
linkato poco sopra, l'unico browser che sembra
riuscito ad "addomesticare" Flash
è IE8.
Chrome è in grado di eseguire il famoso
test Acid3 con un punteggio più elevato
di Firefox 3 e IE7, ma inferiore a quello
fatto registrare da Opera e dalle più
recenti versioni preliminari di Firefox 3.1
e Safari 4.
Chrome adotta un'interfaccia molto sobria,
con caratteristiche peculiari come i tab posizionati
sulla parte superiore della finestra e trasformabili
in qualsiasi momento in finestre indipendenti,
la gestione dei tab come processi a sé
stanti, la mancanza di una barra di stato
(i messaggi di stato vengono visualizzati
in sovrimpressione solo quando necessario),
una barra degli URL "intelligente"
simile all'Awesome Bar di Firefox 3, ecc.
Chrome manca ancora però di diverse
cose, quali il supporto ai feed RSS, un box
di ricerca specifico (quello integrato nella
barra degli URL non è il massimo della
comodità per chi utilizza molti motori)
e, soprattutto, le estensioni. Queste arriveranno
probabilmente nel momento in cui Google pubblicherà
il codice sorgente del proprio browser.
A proposito di estensioni e plug-in, il blogger
Michele Di Tolla ha fatto notare che, se si
tenta di installare la Google Toolbar per
Firefox da Chrome, un messaggio di errore
avverte che "Google Toolbar richiede
Firefox 2.0 o una versione successiva".
Questo, secondo Tolla, potrebbe essere un
indizio del fatto che in realtà in
Chrome vi siano anche geni di Firefox. "Questo
sembra fare luce sul motivo per il quale Google
abbia prolungato il sostegno a Mozilla fino
al 2011, poche ore prima dell'annuncio del
rilascio di Google Chrome. E spiega come il
CEO di Mozilla John Lilly non sia affatto
preoccupato per la nascita del nuovo browser
di Google", ha scritto il blogger italiano.
Un'approfondita recensione della beta di
Chrome è stata pubblicata da ArsTechnica
e The Inquirer. Un testing completo del nuovo
browser sarà pubblicato nei prossimi
giorni su Punto Informatico.