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Questa, in sintesi, l'idea di
un gruppo di ricercatori taiwanesi, che ha così
creato un vero e proprio bio-signal monitoring
system. "Questo studio descrive in dettaglio
il progetto, lo sviluppo e il test di un sistema
per la elettroencefalografia non invasivo, wireless
e mobile, per controllare continuamente le dinamiche
del cervello senza richiedere l'applicazione
al cuoio capelluto di alcun gel", dice
Li-Wei Ko, ricercatore dell'Università
Chiao-Tung di Taiwan. "Il sistema offre
l'elettroencefalogramma online e la relativa
elaborazione in tempo reale. Può essere
impiegato in molti campi; noi in questo caso
lo abbiamo solo applicato all'attività
di guida, per monitorare la capacità
di vigilanza".
Cinque sensori sono inseriti nella
volta del cappello, mentre un ulteriore sensore
va posizionato sotto l'orecchio sinistro. Tutti
i segnali vengono trasmessi ad un ricevitore,
dove sono elaborati in tempo reale e restituiti
al sistema inserito nel cappello che li memorizza
e può trasmetterli a un display, oppure
ne ricava un segnale di attuazione per un allarme
acustico, ove necessario. Per garantire un funzionamento
in mobilità, il dispositivo è
dotato di connettività wireless a breve
distanza Bluetooth e può essere usato
anche durante competizioni sportive: un trasmettitore
radio appositamente concepito consente di riceverne
i segnali fino a 600 metri di distanza.
La ricerca sul biosensore che
s'indossa, pubblicata anche da IEEE Transactions
on Biomedical Engineering, ha coinvolto non
solo Ko ma anche altri ricercatori dello stesso
Ateneo, nonché gruppi di studio dell'Università
della California e della National Cheng-Kung
University. Come gli stessi ricercatori spiegano,
misurando i segnali elettroencefalografici il
sistema - che rappresenta una vera e propria
BCI (Brain-Computer Interface, interfaccia tra
cervello e computer) - può monitorare
gli stati psicologici e cognitivi.
Molti gli accorgimenti adottati
per raggiungere il risultato, primi fra tutti
l'adozione di particolari tecnologie per ridurre
i consumi da parte dei sensori. Attualmente
la batteria al litio di cui il sistema è
dotato dura intorno alle 48 ore, ma gli studiosi
sperano di incrementarne presto la durata.
Il team ha condotto alcuni test,
e tra questi anche una simulazione di guida
durante la quale era necessario mantenere in
carreggiata un'auto che, casualmente, tendeva
a deviare dal centro della strada. Più
tempo impiegava il guidatore a correggere il
percorso minore risultava il grado di vigilanza.
Con questo sistema, il team ha potuto confrontare
quanto rilevato dal simulatore di guida con
i dati forniti dall'insolito strumento di rilevazione:
sono risultati perfettamente coincidenti nel
75 per cento dei casi.
I ricercatori intendono miniaturizzare
ulteriormente l'intera struttura e studiarne
nuove applicazioni futuribili. Tra le possibilità,
quella di comandare un giorno elettrodomestici
ed altri macchinari attraverso una specifica
attività cerebrale. Quest'ultimo impiego,
al di là dell'interesse scientifico in
sé, potrebbe risultare un supporto essenziale
per il miglioramento della qualità della
vita di moltissimi.
Marco Valerio Principato
Fonte originale: Punto-informatico.it
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