Washington (USA) - Conosciuto
come Irhabi 007, un giovane residente di Londra
arrestato l'anno scorso viene ora considerato
una delle più importanti pedine del
network che l'organizzazione terroristica
al-Qaida mantiene in rete. Ne dà notizia
un lungo e dettagliato articolo apparso sul
Washington Post.
Stando al celebre quotidiano
americano, Irhabi, al secolo Younis Tsouli,
era più di un semplice attivista interessato
a sostenere al-Qaida. Si tratta, dicono gli
inquirenti, di un giovane smanettone dalle
notevoli capacità, responsabile per
la messa in linea di ogni sorta di contenuti
e materiali diretti ai simpatizzanti dell'attività
terroristica collegata alla rete di Osama
Bin Laden.
Di Irhabi si dice che abbia
craccato numerosi server americani per postarvi
materiale da diffondere, come istruzioni per
la costruzione di ordigni, video di addestramento
e altri documenti di propaganda terroristica.
Avrebbe poi reso pubbliche, su forum dedicati
oggi chiusi dalle autorità, ma in passato
ampiamente utilizzati da un certo numero di
utenti in mezzo mondo, liste di server vulnerabili,
con istruzioni per l'accesso e per pubblicare
contenuti sui sistemi meno protetti. Sfruttando
quei server e una serie di altri spazi web,
spesso legati a domini che incorporavano il
suo stesso nickname, come www.irhabi007.ca,
Ihrabi si assicurava che i materiali diffusi,
quand'anche un certo sito venisse chiuso,
rimanessero comunque disponibili sugli altri
spazi web, in un gioco di mirror teso a rallentare
ed ostacolare le attività anti-terroristiche.
In questa lista sarebbero finiti
computer di università e di imprese
americane nonché, in almeno un caso,
sistemi pubblici come quello dello Stato dell'Arkansas:
l'utilizzo di risorse quasi esclusivamente
americane aveva in un primo tempo indotto
i cybercop americani a ritenere che il cracker
fosse residente negli States.
L'attività di Irhabi
avrebbe assunto grande importanza nel tempo
per l'organizzazione terroristica, tanto da
spingere alcuni membri del forum di Ansar,
uno di quelli chiusi già lo scorso
anno, a pubblicare sentiti ringraziamenti
per la sua attività.
Di interesse nell'articolo anche
la descrizione dell'indagine con cui si è
giunti a smascherare il cracker. Arrestato
dalle forze di polizia britanniche lo scorso
anno perché ritenuto coinvolto nell'organizzazione
di un attentato, soltanto mesi dopo gli inquirenti
hanno collegato le sue attività ad
al-Qaida. E questo, specifica l'articolo,
è avvenuto quasi per caso, dopoché
tra il materiale sequestrato nella sua abitazione
londinese gli investigatori hanno individuato
alcune carte di credito fasulle, utilizzate
per acquistare spazi e servizi web per la
disseminazione del materiale stesso.
L'articolo, redatto da esperti
vicini alle forze di polizia statunitensi,
descrive la difficoltà di un'indagine
di questo tipo. Non solo ha richiesto una
paziente ricostruzione delle operazioni compiute
online da Irhabi, ma secondo gli estensori
dell'articolo dimostra anche la capacità
raggiunta da quello che viene definito "il
network del terrore" di mascherare le
proprie tracce e sviare l'attività
degli inquirenti.
Per ora i capi d'accusa contro
Tsouli sono otto, e vanno da associazione
per delinquere a scopo di omicidio, attentato,
truffa, a propaganda terroristica e via dicendo.
"Ma - avvertono gli autori
dell'articolo - l'assenza di Ihrabi da Internet
può non risultare così rilevante
come molti sperano. In realtà il cracker
aveva organizzato la propria scomparsa. Nei
mesi precedenti (alla cattura, ndr.), aveva
rilasciato il suo testamento su Internet.
Là, forniva link per aiutare gli utenti
con capacità di sicurezza e cracking
ad agire anche in sua assenza, nonché
una rubrica per jihaidisti intenzionati a
usare quei mezzi per servire le proprie finalità
nefaste".
Fonte: Punto-informatico.it
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