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Il problema è stato divulgato
per la prima volta lo scorso dicembre da un
ricercatore del Google Security Team, Rich Cannings,
e consente ad un aggressore di creare un file
Shockwave Flash (.swf) in grado, quando aperto,
di lanciare uno script maligno. La falla, di
tipo cross-site scripting, riguarda il codice
generato dal comando di inserimento Flash Video
in Dreamweaver e Contribute, e potrebbe essere
utilizzata per creare attacchi di phishing e
rubare dati agli utenti.
Lo scorso gennaio la debolezza
è già stata corretta nelle applicazioni
utilizzate per creare i file Flash, tra cui
Dreamweaver e Contribute, che ora generano contenuti
Flash non più vulnerabili. Adobe ha però
ammesso che là fuori c'è ancora
un numero potenzialmente elevato di file vulnerabili,
e che dunque è necessario risolvere il
problema anche lato client, aggiornando il plug-in
Flash Player.
Maggiori dettagli sulla vulnerabilità
sono contenuti in questo advisory.
Adobe non ha ancora finito di
stuccare l'ultima falla di Flash che gli hacker
ne hanno già scoperta una nuova. Il bug
è stato sfruttato per la prima volta
nel corso del contest Pwn to Own tenutosi presso
la conferenza CanSecWest di Vancouver, in Canada.
Qui tre giovani ricercatori di sicurezza si
sono avvalsi del bug da loro scoperto in Flash
Player per prendere il controllo di un laptop
su cui girava Windows Vista.
I dettagli della falla non sono
ancora stati resi pubblici: i suoi scopritori
hanno fatto sapere di aver già segnalato
il problema ad Adobe, e di voler attendere il
rilascio di una patch ufficiale prima di divulgare
altre informazioni.
Fonte originale: Punto-informatico.it
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